Tutto Liguria- ricette Bimby e metodo tradizionale

Oggi il viaggio continua e andremo a visitare le ricette Ligure

 

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 Panissa ligure

La panissa è un piatto tipico della cucina ligure per il quale si usano gli stessi ingredienti della farinata di ceci, con l’esclusione però dell’olio di oliva. Si unisce la farina di ceci con l’acqua ed il sale e si mette sul fuoco, quando ha raggiunto una certa consistenza si rovescia dentro a dei piatti fondi oppure, più spesso, in appositi stampini lunghi e stretti con profilo semicircolare di 7-10 cm di diametro. Dopo che si è solidificata si taglia a fette con sezione semicircolare, si taglia a cubetti e si serve fredda o tiepida, condita con olio e limone, o si condisce con cipolla. Si può mangiare anche calda appena fatta, condita solo con olio e limone, pepe a piacimento.

Oppure si friggono le striscioline in abbondante olio, dando origine alle Tavellette “tavolette” (a Genova), o Fette a Savona, analoghe alle panelle palermitane; si servono salate da sole o, più spesso, dentro un panino speciale, a forma di piccola focaccia bianca senza crosta, rotonda, piatta e senza sale: sono le “fette con le fugassette

INGREDIENTI

  • 300 g di farina di ceci
  • abbondante olio per friggere
  • sale
  • vini consigliati
  • Golfo del Tigullio Bianco
  • Collio Chardonnay (bianco)

PREPARAZIONE

Trasferite la farina di ceci in una pentola e versatevi 1 litro di acqua poco più che tiepida. Mescolate con la frusta, passate il tutto a setaccio raccogliendo il ricavato in una casseruola. Mettete sul fuoco.
Cuocete per 1 ora e 15 minuti a fiamma media, continuando a mescolare come si fa per la polenta (volendo potrete usare l’apposito paiolo elettrico).
Una volta cotta, la panissa si staccherà dalle pareti della casseruola. A questo punto versatela in una teglia a bordi bassi e lasciate raffreddare completamente.
Tagliate la panissa a bastoncini, come fossero patate; immergete pochi bastonicini alla volta in abbondante olio caldissimo e friggeteli. Quando diventano dorati sgocciolateli e passateli su carta assorbente da cucina.
Regolate di sale e servite la panissa ben calda, insieme a spicchi di farinata. La panissa si serve anche appena tolta dalla casseruola senza farla raffreddare e senza friggerla, offrendola insieme a cipollotti freschi tritati, irrorata di olio extravergine d’oliva e cosparsa di pepe macinato al momento .

INGREDIENTI PER IL BIMBY

  • •900 gr. di acqua
  • 300 ge di farina di ceci
  • 20 gr di olio di oliva
  • 10 gr di sale grosso
  • olio per friggere quanto basta

PREPARAZIONE

Prendete il Bimby, versate nel boccale l’acqua, l’olio, il sale, azionate per 8 minuti a temperatura 100°C e velocità 3. Aggiungete ora la farina di ceci, azionate per 5 minuti a temperatura 90°C e velocità 2. Prendete un contenitore apposito, inumiditelo, versatevi il preparato ottenuto e fate raffreddare; non appena il composto sarà freddo, tagliate a listarelle, friggete in una padella ricca di olio bollente, scolate su carta da cucina assorbente e servite.

TESTAROLI AL SUGO

Ma che specialità un buon piatto di testaroli al sugo! I testaroli sono un primo piatto semplice e delizioso che nasce nella verde Lunigiana, a cavallo tra Toscana e Liguria.

I testaroli sembra siano una ricetta molto antica. Si tratta di una pastella piuttosto densa, a base di farina, cotta nel testo. Ora, oltre al testo dovresti avere un bel caminetto… così nella ricetta sotto trovi come farli in padella (chiedo venia a tutti i cittadini della Lunigiana!).

Le crespelle ottenute, che sono incredibilmente spugnose, vengono tagliate in losanghe e ri-cotte in acqua bollente.

Il condimento tipico è il pesto, ma sono spettacolari anche col sugo di pomodoro!

Se sei un’esperta o un esperto di testaroli, scrivimi nei commenti qui sotto la tua opinione sulla ricetta ed eventuali consigli…..

INGREDIENTI PER IL BIMBY

Per i testaroli

  • 350 g di farina di grano duro
  • 250 g di farina 0
  • 650 g di acqua
  • Un cucchiaino di sale

Per il sugo

  • 400 g di passata di pomodoro
  • 10 g di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.

Preparazione

Inserisci nel boccale 350 g di farina di grano duro, 250 g di farina 0, 650 g di acqua, un cucchiaino di sale e impasta 30 Sec. Vel. 6.

Versa ⅓ dell’impasto su una padella antiaderente di 30 cm di diametro e distribuiscilo in modo uniforme. Cuoci a fuoco medio 4 Min., gira dall’altro lato con una spatola e cuoci ancora 2-3 Min.

Otterrai delle crespelle un po’ alte.

Su un tagliere abbastanza grande, taglia la crespelle a losanghe.

Metti sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e porta a ebolllizione.

Prepara il sugo: versa nel boccale 400 g di passata di pomodoro, 10 g di olio extravergine di oliva, aggiungi un pizzico di sale e cuoci 8 Min. 100° Vel. 1.

Appena l’acqua bolle, abbassa il fuoco e immergi, pochi alla volta, i testaroli nell’acqua. Appena salgono a galla, conta 1 Min. e scolali con un mestolo forato.

Man mano che scoli i testaroli, disponili in un piatto da portata e condisci, a strati, con il sugo del boccale.

Servi nei piatti.

INGREDIENTI SENZA IL BIMBY

  • Ingredienti per 3 persone
  • 1 Testarolo Lunirolo 420 g
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • 220 g passata di pomodoro
  • basilico fresco
  • parmigiano.

preparazione

In un tegame antiaderente, fai cuocere 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, il basilico e la passata di pomodoro per 7/10 minuti, mescolando ogni tanto. Taglia il Testarolo a quadratini (di circa 5cm X 5cm), Nel frattempo, porta ad ebollizione dell’acqua salata in una pentola capiente. Una volta raggiunta l’ebollizione, spegni il fuoco, togli il coperchio alla pentola ed immergi in acqua i Testatoli. Lasciali cuocere per circa 2 minuti senza coperchio.
Scolali velocemente con una mestola forata e condisci con la salsa al pomodoro. Aggiungi abbondante parmigiano reggiano.

 

Farinata di ceci

Non è una pizza, è più una torta salata sottile, ma neanche così rende l’idea, per capirlo dovete provarla.
Io ho preferito farla sottile e più croccante come da tradizione, usando uno stampo rotondo con un diametro da 28 cm.

La farinata di ceci è una torta salata molto bassa a base di acqua e farina di ceci, cotta in forno a legna fino a formare una deliziosa crosticina dorata. Oggi però vi proponiamo la ricetta per realizzarla nel vostro forno di casa! La farinata di ceci è una specialità ligure, tipica in particolar modo della città di Genova, ma con origini molto antiche che risalgono con tutta probabilità all’antichità greca e latina. Tuttavia la leggenda che la riguarda risale al periodo delle Repubbliche Marinare, e narra che la farinata così come la conosciamo oggi sia nata nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia di Meloria. Al ritorno dalla battaglia, le navi genovesi si trovarono coinvolte in una tempesta ed alcuni barili d’olio e farina di ceci si rovesciarono bagnandosi d’acqua salata. A causa della scarsità di provviste, fu recuperato tutto il possibile e ai marinai fu servito quel miscuglio di ceci ed olio che questi, nel tentativo di rendere meno sgradevole, misero ad asciugare al sole fino ad ottenere una sorta di frittella. A terra i Genovesi perfezionarono la ricetta di fortuna rendendola la specialità che gustiamo ancora oggi, e che, per scherno agli sconfitti, chiamarono l’oro di Pisa. La farinata di ceci, però, è una ricetta povera fatta con ingredienti semplici e molto comuni in tutto lo stivale, e infatti la sua diffusione non riguarda solo la Liguria, ma se ne conoscono numerose versioni che prendono un nome diverso a seconda della zona di cui sono tipiche. Famosa ad esempio la cecina pisana, la torta livornese del 5 e 5, la socca piemontese, la fainè sassarese… basta spostarsi di poco che cambia il suo nome, ma il gusto autentico e squisito di questo street food italiano rimane sempre buonissimo: non vi resta che provarlo!

INGREDIENTI PER IL BIMBY

  • 125 gr di farina di ceci
  • 350 ml di acqua
  • 60 ml di olio EVO
  • sale q. b.
  • pepe q. b.

Preparazione

Mettere nel boccale l’acqua e la farina di ceci, mescolare: 30 sec. vel. 4,  con un cucchiaio togliere la schiuma che si è creata sopra, versare in un contenitore, chiudere con un coperchio e lasciare riposare per almeno 4 ore. Passato il tempo, rimettere nel boccale, aggiungere metà dell’olio e il sale, emulsionare: 30 sec. vel. 3. Versare il resto dell’olio in una teglia (io ho usato una comune teglia dal diametro 28 cm) e aggiungere sopra l’impasto ottenuto. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti circa. Servire calda con una spolverata di pepe

INGREDIENTI SENZA IL BIMBY

    • sale fino 10 g
    • olio extravergine di oliva 50 g
    • farina di ceci 300 g
    • acqua 900 ml

Ingredienti per 3 teglie da 32 cm di diametro

PER UNGERE LE TEGLIE

  • olio extravergine 70 g

PREPARAZIONE

Per preparare la farinata, ponete in una terrina la farina di ceci e create la classica forma a fontana; quindi versate al centro, un po’ alla volta, l’acqua a temperatura ambiente . Mescolate il tutto per bene facendo attenzione a non formare grumi, fino ad ottenere un composto liquido e omogeneo .Coprite con della pellicola  e lasciate riposare il composto fuori dal frigo dalle 4-5 ore fino alle 10 ore, mescolandolo di tanto in tanto. Trascorso il tempo necessario, noterete che della schiuma in superficie: rimuovetela con una schiumarola  e mescolate .Aggiungete al composto 50 g di olio  e il sale  e amalgamate nuovamente ;Ungete 3 teglie di 32 cm di diametro con la restante quantità di olio (la tradizione prevederebbe teglie di rame o alluminio, ma potete utilizzare anche una semplice teglia antiaderente), e con un mestolo distribuitevi il composto di ceci . Uniformate lo spessore con l’aiuto di una forchetta . per garantire una cottura uniforme, quindi infornate in forno statico preriscaldato a 250° e fate cuocere nella parte bassa del forno, a contatto con il fondo, per i primi 10 minuti -se utilizzate il forno ventilato tenetela solo 7-8 minuti alla temperatura di 220° e poi proseguite normalmente. Trascorso questo tempo spostate la teglia nella parte alta del forno e lasciate cuocere per ancora 10-15 minuti a seconda del vostro forno, finché la farinata non risulti di un bel color nocciola dorato. Sfornate la farinata  e gustatela ben calda, spolverandola con pepe a piacere.

FOCCACIA GENOVESE

INGREDIENTI PER IL BIMBY

  • 190 gr di acqua
  • 20 gr di olio EVO
  • 7 gr di sale
  • 3 gr di malto (o in alternativa miele)
  • 12 gr di lievito di birra fresco
  • 300/350 gr di farina 0

Per l’emulsione:

    • 30 gr di olio EVO
    • 40 gr di acqua


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PREPARAZIONE

Mettere nel boccale l’acqua, il lievito e il malto, emulsionare: 20 sec. vel. 4. Unire la farina l’olio e il sale, mescolare: 3 min. vel. Spiga. Se necessario aggiungere dell’altra farina, l’impasto dovrà risultare compatto ma morbido e lavorabile. Mettere su un ripiano leggermente infarinato, coprire con un canovaccio e lasciar riposare per 15 minuti circa. Successivamente praticare all’impasto una o due pieghe a metà, dandogli una forma rettangolare senza impastare troppo, coprire nuovamente con un canovaccio e lasciar riposare per altri 10 minuti. Prendere la classica leccarda da forno e versargli al centro dell’olio (almeno 3 cucchiai) e posizionarvi sopra l’impasto, spennellare la superficie con altro olio (serve per non far venire la crosta all’impasto) e mettere a lievitare nel forno spento per circa 1 ora (dovrà raddoppiare di volume). A questo punto prendere la teglia e stendere la focaccia senza però tirarla, ma al contrario facendo delle pressioni sull’impasto con le mani. Spolverare con un velo piuttosto abbondante di sale fino (serve per non far venire la crosta durante la lievitazione), riporre la teglia nel forno spento e lasciar lievitare per altri 30 minuti. A questo punto in un bicchiere mescolare bene l’acqua con l’olio e versare sull’impasto aiutandosi con un pennello da cucina. Imprimere energicamente con le dita l’impasto per creare i caratteristici buchi della focaccia. Lasciar lievitare per un’altra oretta nel forno spento. Successivamente cuocere in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti circa. Lasciar raffreddare su una gratella prima di tagliarla e servirla

INGREDIENTI SENZA IL BIMBY

Ingredienti per una teglia da 35 x 25:
  • 300 gr di farina o
  • 175 ml di acqua
  • 15 gr di lievito di birra
  • 20 ml di olio evo
  • 1 cucchiaino di malto  o miele
  •  7 gr di sale
Ingredienti per l’emulsione:
  • 75 ml di acqua
  • 30 ml di olio evo
  •  sale grosso

PREPARAZIONE

Mettete in un’ampia ciotola l’acqua, il sale, il malto ed l’olio.Aggiungerte meta’ della farina ed iniziare ad impastare.Poi sciogliete il lievito in un pò d’acqua presa dal totale e aggiungetelo all’impasto. Impastate ancora poi unite la restante farina.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo
Trasferite il panetto ottenuto su una spianatoia, formate una palla, poi coprite con un canovaccio pulito a fate riposare per 15 minuti.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.Poi mettete il panetto ottenuto su una teglia oleata, coprite con un canovaccio e fate lievitare per 2 ore.Stendetela nella teglia con le mani, schiacciandola fino a ricoprire tutta la teglia. Fate delle fossette con i polpastrelli poi fate lievitare per 30 minuti.Preparate un ‘emulsione fatta di olio e acqua e versatela su tutta la superficie della focaccia, poi aggiungete del sale grosso tritato.Infornate in forno già caldo a 230 gradi e cuocete per 15 minuti di cottura.Tagliate la focaccia genovese a quadrotti e servite

TORTA PASQUALINA AGLI SPINACI

Ingredienti

Per la sfoglia

  • 300 g di farina 0
  • 150 g di acqua
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • Un cucchiaino di sale

Per la farcia

  • 800 g di spinaci puliti (o 450 g di spinaci cotti)
  • 75 g di parmigiano reggiano
  • 75 g di pecorino
  • 400 g di ricotta
  • 6 uova
  • 50 g di latte
  • Sale q.b.
  • Pepe. q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b

Prepara la sfoglia: metti nel boccale 300 g di farina 0, 150 g di acqua, 50 g di olio e un cucchiaino di sale 2 Min. Vel. Spiga.

Crea una palla e lascia riposare per più di 30 Min. l’impasto a temperatura ambiente, coperto da una ciotola rovesciata.

Prepara ora la farcia: lessa per pochi minuti 800 g di spinaci in acqua bollente, scola e metti da parte.

Trita nel boccale 75 g di parmigiano e 75  g di pecorino 10 Sec. Vel. 10. Metti da parte.

Metti nel boccale 100 g del formaggio misto tritato, gli spinaci ben strizzati, 100 g di ricotta, un uovo e 50 g di latte. Aggiusta di sale e pepe, e amalgama bene spatolando 20 Sec. Vel. 5. Metti da parte.

Sciacqua il boccale, inserisci un uovo, 50 g di formaggio grattugiato e 300 g di ricotta rimasti 10 Sec. Vel. 4.

Dividi l’impasto in 4 palline, due più grandi e due poco più piccole.

Prendi una pallina grande e stendila in una sfoglia sottile. Rivesti con carta forno una teglia del diametro di 24 cm, adagia la sfoglia, poi spennellala con l’olio.

 

Stendi un’altra sfoglia grande e procedi allo stesso modo: il fondo della torta deve essere composto da due sfoglie.

Riempi ora con la farcia agli spinaci e livella bene. Versa la seconda farcia, livella bene e crea 4 buchette, aiutandoti con il dorso di un cucchiaio.

 

Rompi le 4 uova, metti gli albumi in una ciotola e adagia i tuorli nelle buchette, poi sbatti velocemente gli albumi e versali sulla farcia.Tira una sfoglia più piccola e copri la torta, ungila con olio e procedi allo stesso modo con la seconda sfoglia.

 

Ora ritaglia l’impasto in eccesso 2 cm sotto il bordo della teglia e sigilla bene i quattro strati di sfoglia, schiacciando l’impasto tra pollice e indice lungo tutto il diametro.

 

Arrotola il bordo verso l’interno, premendo ancora per sigillare bene.

 

Cuoci in forno per 40/45 Min. 180°.

Consigli

Puoi sostituire gli spinaci con le bietole.

Puoi creare delle buchette più profonde e sgusciare l’uovo per intero, per un gusto e un effetto visivo diversi. Ricorda, però di coprire ogni uovo con del parmigiano grattugiato prima di adagiare la sfoglia.

Fai attenzione agli strati: deve esserci un primo strato, più alto, di spinaci, poi un leggero strato di ricotta e formaggi e, infine, le uova, che si incastoneranno tra questi due strati.

Senza Bimby

Ingredienti

  • 500 gr di bieta o spinaci
  • 200 gr di ricotta
  • 40 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 40 gr di pecorino grattugiato
  • 6 uova
  • 2 pasta sfoglia già pronta
  • pepe qb
  • sale qb

Lavate accuratamente e sbollentate la bieta in una pentola con il coperchio per 10 minuti in acqua leggermente salata. Poi scolatela, lasciatela intiepidire e strizzatela molto bene.

Preparate il ripieno della torta Pasqualina amalgamando bene la ricotta, con 1 uovo, il parmigiano e il pecorino. Lavoratelo bene aggiungendo poco sale e pepe. Quando il composto sarà ben amalgamato, unite la bieta lessata. Potete farlo unendo le foglie così come sono oppure tritarle al coltello.

Prendete uno stampo circolare di 22 – 24 cm di diametro non troppo basso, e foderatelo con la carta forno e il primo rotolo di pasta sfoglia. Foderato lo stampo, riempitelo con il ripieno di ricotta e bieta, preparato precedentemente.

Aiutandovi con un cucchiaio, fate 4 piccoli incavi nel ripieno equidistanti l’uno dall’altro. Sgusciate in ciascun incavo un uovo intero, in modo che durante la cottura diventi sodo.

Chiudete la torta con il secondo disco di pasta sfoglia e ripiegate il bordo del disco della base all’interno sigillandolo delicatamente.

Spennellate la superficie con uovo sbattuto e foratela con la punta di una forchetta, magari decorandola con un disegno o una scritta pasquale per renderla più carina.

Infornate la torta pasqualina a 180 °C per circa 60 minuti. Se si dovesse scurire troppo in superficie, copritela con un foglio di carta d’alluminio.

Pesto alla genovese

Ingredienti

Ingredienti Pesto alla genovese con il Bimby per quattro persone

  • 80 g di foglie di basilico
  • 30 g di pecorino
  • 150 g di olio extra vergine d’oliva
  • sale
  • 50 g di parmigiano
  • 30 g di pinoli
  • 1 spicchio d’aglio

Lavate accuratamente le foglie di basilico e poi mettetele ad asciugare su un panno asciutto e senza ammaccarle troppo.

Prendete il Bimby e mettete parmigianopecorinobasilicoaglio pinoli nel boccale, frullate per 20 sec a vel 7.

Aggiungete l’olio e il sale ed emulsionate per 20 sec a vel 7. Condite la pasta tipo trenette e se volete il pesto un pò più fluido aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.

  • 50 gr di foglie di basilico DOP
  • 2 spicchi d’aglio di Vessalico (varietà meno forte e più digeribile)
  • 15 gr di pinoli
  • 70 gr di Parmigiano Reggiano
  • 30 gr di Pecorino Fiore Sardo
  • 100 ml di olio extravergine di oliva ligure
  • Un pizzico di sale marino grosso

* per condire circa 600 gr di pasta

LA PREPARAZIONE

 Il primo passo consiste nel pulire le foglie del basilico: fatelo con un panno morbido, senza bagnarle. In alternativa, lavatele ma lasciatele asciugare perfettamente: questo passaggio va fatto con delicatezza, perché se le foglie si stropicciano o si spezzano risulteranno annerite e renderanno amaro il sapore del pesto. Utilizzate un mortaio di marmo e un pestello di legno ,con i quali ridurrete in poltiglia per primi i due spicc d’aglio sbucciati e qualche grano di sale.

 Aggiungete quindi le foglie di basilico e il sale  rimanente, e con movimenti circolari continuate a pestare: vedrete che dal basilico uscirà un liquido verde vivido, è questo il momento di mettere i pinoli.

 Infine, continuando a mescolare, aggiungete i formaggi grattugiati e l’olio, a filo, poco alla volta.

 Fondamentale è il tempo che dedicherete alla preparazione: deve essere il minore possibile, solo così eviterete che il basilico e gli altri ingredienti si ossidino.

 Un rischio nella buona riuscita è legato all’uso del frullatore, che scalda il pesto e lo rende amarognolo; se non avete mortaio e pestello ricorrete a questi trucchi: azionate alla velocità più bassa e frullate a scatti per non far alzare la temperatura del composto, ponete il recipiente e le lame del frullatore in frigorifero per un’ora prima di iniziare a preparare.

 Potete conservare il pesto in frigorofero fino a dieci giorni coperto di olio di oliva in superficie. Oppure potete metterlo in freezer e poi scongelarlo a temperatura ambiente.

PANIGACCI

 

panigacci o testaroli sono un piatto tradizionale della Liguria( ma li trovate anche in alcune zone della Toscana) , sono molto molto simili le due  ricette,  ma hanno principalmente gli stessi ingredienti ma è davvero molto  diverso sia il metodo di cottura sia l’uso che deciderete di farne. I panigacci sono più spessi e vengono usati molto come accompagnamento a salumi e formaggi mentre i testaroli vengono cotti in  acqua come la pasta e poi conditi. Io non avendo ne i testi di ghisa né quelli di terracotta io li ho cotti in padella ma devo dire che sono venuti benissimo lo stesso.

Ingredienti:
400 gr farina bianca
1 litro di acqua
sale

Procedimento:
Mettete in una ciotola la farina e il sale e iniziate ad unire l’acqua mescolando in modo che non si formino grumi. Fate riposare l’impasto coperto da un canovaccio pulito per 1 ora circa poi procedete alla cottura in padella antiaderente come fareste per le crepes ma leggermente più spessi.

PER I TESTAROLI:
Mettete un mestolo di impasto nel testo di ghisa come fareste per una crepes un po’ spessa. Cuocete a fuoco alto per pochi minuti. Fate bollire una pentola di acqua salata e mettete a cuocere i testaroli per 1 o 2 minuti poi conditeli con pesto di basilico genovese, ragù  o salsa di noci.

PER I PANIGACCI:
Mettete a scaldare i testi di coccio nel forno (o nel forno a legna) e quando saranno caldissimi toglieteli dal fuoco e versate un mestolo di impasto. Impilate tutti i testi uno sopra all’altro e lasciate riposare. Dopo 5 o 6 minuti i panigacci saranno cotti e potrete servirli con salumi e formaggi

SALSA DI NOCI

 

  • 100 g di latte
  • 20 g di mollica di pane
  • 80 g di gherigli di noci
  • Un ciuffo di maggiorana
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato

Preparazione

Metti 20 g di mollica di pane in ammollo in 100 g di latte.

Inserisci nel boccale 80 g di gherigli di noce, le foglie lavate e asciugate di un ciuffo di maggiorana e trita 10 Sec. Vel. 6.

Unisci la mollica con tutto il latte, 50 g di olio, 50 g di parmigiano, una presa di sale e amalgama 25 Sec. Vel. 6.Porta sul fondo e ripeti.

Usa subito per condire la pasta oppure trasferisci in un vasetto pulito con coperchio e conserva in frigorifero.

Ingredienti

  • 300 gr di noci
  • 250 ml di latte
  • 40 gr di mollica di pane
  • 40 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 30 gr di pinoli sgusciati
  • 1/2 bicchiere d’olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale qb

procedimento più lungo e fastidioso di questa ricetta è quello di sgusciare tutte le noci. Mentre lo state facendo mettete la mollica di pane ad ammollare nel latte.

Frullate ora i gherigli di noci, i pinoli, l’aglio, il parmigiano e l’olio. Aggiungete il pane ammollato nel latte e scolato, un pizzico di sale e frullate.

Per rendere più cremoso il tutto aggiungete anche un po’ di latte: controllate, infine, il sale.

Questa salsa è indicata per condire la pasta, come i famosi pansoti genovesi, ma anche per una piadina gustosa accompagnata da crudo e stracchino!

La potete utilizzare subito o conservare qualche giorno in frigorifero, coperta con un po’ di olio evo.

coniglio alla ligure

  • da preparare il giorno prima:
  • 900 g di coniglio
  • acqua q.b.
  • sale q.b.
  • aceto q.b.
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 rametti di rosmarino, gli aghi
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • Per la cottura:
  • 70 g di olive taggiasche denocciolate
  • 250 g di vino, Barbera
  • 100 g di polpa di pomodoro

Il giorno prima tagliare il coniglio a pezzi e lavarli in acqua, sale e aceto; metterlo in una terrina.
Mettere nel boccale l’aglio e gli aghi di rosmarino, tritare 5sec. vel.7; usare questo trito per condirci il coniglio in aggiunta all’olio, al sale e al pepe. Lasciare in infusione per tutta la notte.

Al momento della cottura versare nel boccale i pezzi di coniglio con tutta la marinata, aggiungere le olive denocciolate e cuocere 10  min/varoma/antiorario/vel.1

Aggiungere il vino e continuare la cottura 3 min./varoma/antiorario/vel.1

Unire la polpa di pomodoro, aggiustare di sale e pepe e cuocere per altri 60 min/100°/antiorario vel soft
(nel libro la cottura prevista è di 30 min. ma non era affatto pronto quindi l’ho prolungata di altri 30)

Buon appetito!

  • 1 coniglio di oltre 1.2 kg
  • 100 g. di olive taggiasche
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • poco brodo
  • 1 cipolla grande
  • 50 g. di pinoli
  • 3 rametti di rosmarino
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • sale q.b.

 

Fatevi tagliare il coniglio a pezzi dal pollivendolo. Eliminate le frattaglie, il grasso visibile e gli eventuali frammenti di osso prodottosi mentre veniva tagliato. Lavatelo accuratamente sotto l’acqua corrente calda, e mettetelo a scolare.

Tritate la cipolla e mettetela in un capiente tegame con l’olio, unite il coniglio e fate rosolare a fuoco vivo.

Versate il vino e fate evaporare. Salate e fate cuocere a fuoco moderato per mezz’ora, bagnando con il brodo di tanto in tanto.

Tritate le olive, i pinoli, l’aglio e gli aghi di rosmarino.

Aggiungete il trito al coniglio, mescolate e fate cuocere ancora mezz’ora aggiungete ancora del brodo.

Quando mancano 5 minuti alla fine della cottura, aggiungete qualche altra oliva.

Servite decorando ogni piatto con un rametto di rosmarino.

Qual è la dieta per perdere la pancia e non avere fame

Ecco la dieta per perdere la pancia e non avere fame. Scoprirete quanto sia facile e piacevole, in fin dei conti, seguire un’alimentazione equilibrata.

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Seguire una dieta per perdere la pancia e non avere fame rappresenta il sogno di tanti. Sappiamo che esistono un’infinità di diete estreme che vi promettono questo risultato, ma possono risultare dannose. Esistono anche diete restrittive che dopo un mese risultano impossibili da seguire. Non è vero?

Tenendo questi aspetti in considerazione, di certo già sapete che l’ideale è ottenere la perdita di peso con strategie sane. Senza dubbio può capitare che non sappiate da dove iniziare. Se vi trovate in questa situazione, continuate a leggere e vi daremo alcuni consigli per fare una dieta per perdere la pancia e non avere fame.

Tutti i trucchi sono di facile esecuzione, pratici e potrete iniziare a metterli in pratica già oggi. Inoltre, la maggior parte di questi presuppongono dei cambiamenti d’abitudini raccomandate da qualsiasi nutrizionista.

1. Fate colazione ogni giorno

Il primo passo da seguire per una dieta per perdere la pancia e non avere fame è fare colazione. Invece, tante persone la evitano, perché credono che così perderanno chili più rapidamente.

Nel caso in cui anche voi pensiate che evitare la colazione ridurrà l’apporto di calorie ingerite, fermatevi a riflettere un attimo. La realtà è che fare colazione apporta nutrienti e controlla l’insorgere dei morsi della fame durante il resto della giornata.

Questo è il primo momento in cui si dà energia al corpo. Con questa sarà possibile realizzare le vostre attività quotidiane senza sentirvi stanchi a metà della mattinata. Inoltre, sarà meno probabile cadere

nella tentazione di mangiare qualcosa di poco sano o ipercalorico.

Alcune buone opzioni per la colazione sono:

  • 250 ml di yogurt naturale con 2 cucchiai di fiocchi d’avena e una mela
  • 2 uova avvolte da due fette di prosciutto e tè verde
  • 1 fetta di pane integrale tostato con due cucchiai di formaggio spalmabile e una banana

2. Preparate snack sani per una dieta per perdere la pancia

Un altro trucco per una dieta per perdere la pancia e non avere fame è prepararsi a combattere la fame. Questo si può ottenere con snack sani e da organizzare in anticipo.

In questo modo potrete evitare di spizzicare o la tentazione di mangiare qualsiasi cosa dolce o alimento poco sano che vi capiti a tiro. Organizzandovi per tempo, potrete scegliere opzioni più sane, che si adattino alla vostra capacità di spesa e ai vostri gusti.

2. Preparate snack sani per una dieta per perdere la pancia

Un altro trucco per una dieta per perdere la pancia e non avere fame è prepararsi a combattere la fame. Questo si può ottenere con snack sani e da organizzare in anticipo.

In questo modo potrete evitare di spizzicare o la tentazione di mangiare qualsiasi cosa dolce o alimento poco sano che vi capiti a tiro. Organizzandovi per tempo, potrete scegliere opzioni più sane, che si adattino alla vostra capacità di spesa e ai vostri gusti.

Alcune delle cose che potete portare con voi sono:

  • Mix di frutta secca (3 noci + 2 mandorle + 5 noccioline salate)
  • 5 carote baby + 2 cucchiai di humus di ceci
  • 1 fetta di formaggio fresco magro + 2 mele
  • 1 fetta media di anguria con limone e sale

È diffusa l’idea erronea che seguire una dieta per perdere la pancia e non avere fame significhi eliminare tutti i carboidrati. Invece, questo gruppo di alimenti è necessario per ottenere energia, fibra e altri nutrienti.

Il segreto sta nello scegliere i carboidrati secchi. Questi si ottengono dai legumi e dai cereali integrali.

Alcuni buoni esempi sono:

  • Avena
  • Fagioli
  • Quinoa
  • Riso integrale
  • Lenticchie
  • Questo tipo di carboidrati vi daranno le energie che si trasformeranno in glucosio, ma senza gli eccessi che vi possano danneggiare. I migliori momenti per aggiungere i carboidrati è durante i pasti principali (colazione, pranzo e cena).
  • Tra i carboidrati che dovete evitare ci sono il pane bianco, il riso bianco, i fagioli in scatola, il pane commerciale realizzato con farina raffinata.
  • Alcune delle opzioni che potete assumere sono:
  • 1 fetta di pane integrale con 1 fetta di formaggio fresco magro
  • 1 fetta media di pizza vegetariana con impasto integrale fatto in casa
  • Quinoa cotta con cannella e miele

4. Fate attenzione a quello che bevete

Un consiglio frequente quando si cerca una dieta per perdere la pancia e non avere fame è bere abbastanza liquidi. Ma di certo, non tutte le bevande sono ugualmente sane e consigliabili.

L’ideale è scegliere bevande che apportino poche o nessuna caloria. In generale, è bene optare esclusivamente per:

  • Acqua naturale
  • Latte scremato
  • Succhi di frutta naturali in piccole porzioni
  • Succhi vegetali naturali in piccole porzioni
  • Tè e infusi senza edulcoranti

Le bevande da evitare sono:

  • Bibite gasate
  • Succhi industriali
  • Bevande con caffeina

Se vi piace uscire ogni settimana, fate molta attenzione a quello che bevete. Può capitare di assumere grandi quantità di alcol. Oltre ai danni che procura ad alcuni organi interni, apporta molte calorie.

L’alternativa in questo caso è limitare il consumo di alcol a due cocktail la settimana. In ogni caso, è più opportuno preferire succo o acqua minerale.

Fonte; vivere più sani

TUTTO LOMBARDIA -Ricette Bimby e metodo tradizionale

Oggi il viaggio continua con Peccati di Gola 568 e andremo a visitare la cucina Lombarda.

Tra le numerose cucine regionali, quella lombarda è semplicemente perfetta per affrontare la stagione autunnale e invernale. I suoi gusti ben si sposano con il clima tipico di questi mesi e i suoi condimenti sanno apportare il giusto contributo di grassi necessari per affrontare il grande freddo sì, ma con il sorriso. Pronti a prendere nota?

Tutti solitamente conoscono e parlano del risotto alla milanese, ma che dire degli altri piatti tipici della cucina lombarda? Accomunati dalla bontà dei prodotti unici di questa regione, le ricette più tradizionali della Lombardia sono il risultato di secoli di dominazioni passate (ricordiamo gli austriaci, gli spagnoli e i francesi) che trionfano oggi in una serie di caratteristiche comuni a queste pietanze: polenta, al posto del pane; riso, al posto della pasta ripiena e burro, al posto dell’olio.

D’altra parte oggi l’enogastronomia ha assunto un ruolo fondamentale nelle aspettative e nelle motivazioni dei viaggiatori, diventando un vero e proprio fattore di attrazione e di promozione della destinazione. Non a caso la Lombardia detiene il primato per numero di ristoranti stellati Michelin in Italia, con ben 58 ristoranti fino 3 stelle.

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Risotto alla milanese

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Ovvero il classico per antonomasia, il riso di colore giallo più famoso in Italia vanta lontane origini. La leggenda narra del lontano 1500 quando la figlia di un vetraio del duomo simbolo di Milano con il suo tesoro e la passeggiata in terrazza – provò a usare lo zafferano per tingere il risotto, utilizzando il pistillo che fino a quel momento veniva usato solamente dai mastri vetrai per ottenere il colore oro nel vetro. Da qui l’ipotesi che tutto iniziò in seguito ad uno scherzo ma il consenso per questo nuovo piatto fu tale che la ricetta entrò a ben ragione tra le più rinomate del territorio

Ingredienti

  • mezza cipolla
  • 80 g burro
  • 500 g riso arborio
  • 100 g vino bianco
  • 1 litro acqua
  • 1 dado vegetale
  • 2 bustine zafferano
  • q.b. parmigiano reggiano

Mettere nel boccale la cipolla: 5 sec. vel. 7.

Aggiungere 40 g di burro: 3 min. 100° vel. 4.

Montare la farfalla e aggiungere il riso: 1 min. 100° vel. Soft antiorario.

Aggiungere il vino: 1 min. 100° vel. Soft antiorario.

Aggiungere 1 litro di acqua e il dado: 12 min. 100° vel. Soft antiorario.

Sciogliere lo zafferano nei 100 g di acqua rimasti e aggiungerli nel boccale: 2 min. 100° vel. Soft antiorario.

Aggiungere il burro rimanente: 1 min. vel. Soft antiorario.

Impiattare e servire con una spolverata di parmigiano.

Senza bimby

Ingredienti

  • 320 gr di riso
  • 1 litro di brodo di carne
  • 100 ml di vino bianco
  • 30 gr di midollo di bue
  • 60 gr di burro
  • 16 pistilli di zafferano (o se proprio non potete farne a meno, 1 bustina in polvere)
  • ½ cipolla
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • sale

Mettete i pistilli di zafferano in una tazzina da caffè con acqua calda e lasciateli in infusione per almeno 2 ore.

In un tegame dai bordi alti mettete 30 gr di burro e fateci soffriggere la cipolla tritata finemente e il midollo. Aggiungete il riso e fatelo tostare fino a quando i chicchi diventano lucidi. A questo punto sfumate il riso con il vino bianco e fate evaporare la parte alcolica a fuoco alto. Salate il riso.

Aggiungete il brodo caldo fino a ricoprire il riso.

Mescolate più volte durante la cottura e controllate che il riso non resti mai scoperto dal brodo, rabboccando sempre quello che evapora.

Qualche minuto prima che il riso sia cotto aggiungete l’acqua di infusione dello zafferano (senza i pistilli) oppure la bustina sciolta in un dito di acqua.

A cottura ultimata, mantecate fuori dal fuoco con il parmigiano e il resto del burro.

Servite il risotto alla milanese all’onda

Casseula

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Un tempo era usanza cucinare questo piatto solo in occasione della festività di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio, festa in cui i tagli poveri del maiale venivano uniti alla verza. Oggi invece, a partire dai primi freddi autunnali, ogni occasione è buona per gustarlo sia in casa che in alcuni dei migliorilocali storici in Lombardia. La cassoeula è inoltre il “piatto forte” di numerose sagre lombarde che si tengono proprio fra ottobre e novembre. Riguardo le origini, la leggenda narra di un soldato spagnolo che innamorandosi di una cuoca, le insegnò la ricetta della cassoeula. Questa la provò per la famiglia nobile per cui lavorava e da allora il piatto si diffuse.

Ingredienti base: resti del maiale meno nobili (cotenna, codini, orecchie, piedi, ecc.), luganega, costolette e verza

Ecco gli ingredienti per 6 persone secondo la ricetta tradizionale:

  • 1,5 kg di verze
  • 800 grammi di costine di maiale
  • 250 grammi di cotenne di maiale pulite, raschiate e lavate
  • 2 verzini a persona (salamini da verza, in alternativa si può usare la salsiccia)
  • 2 piedini di maiale puliti, raschiati e lavati
  • 1 orecchia di maiale pulita, raschiata e lavata
  • 200 grammi di carote
  • 200 grammi di sedano
  • 100 grammi di cipolla
  • 50 grammi di burro
  • 1 bicchiere vino bianco secco
  • brodo di carne
  • sale e pepe quanto basta

Il modo migliore per cucinare un piatto così complesso è suddividere le cotture e poi assemblare il tutto alla fine. Si inizia con piedini, cotenne e orecchie, che vanno bollite per circa un’ora in acqua salata. Poi si passa ai verzini, che vanno rosolati in un padella antiaderente senza alcun condimento aggiunto: basterà il grasso rilasciato dai salamini, che si può aggiungere a piacimento sul piatto finito. Per rosolare le costine si può invece utilizzare una noce di burro, ma senza esagerare.

Poi si passa alla seconda cottura: si inizia col soffritto di carote, cipolle e sedano, si aggiungono tutti i pezzi del maiale e si fa sfumare con il vino bianco. Una volta che l’alcol è del tutto evaporato, aggiungere il brodo di carne fino a coprire i pezzi di maiale. Far cuocere per circa mezz’ora a fiamma bassa e aggiungere sale e pepe (o erbe aromatiche e spezie) a piacimento. È il momento della verza, che va tagliata a striscioline e messa in pentola insieme al resto; aggiungere altro brodo di carne e lasciare cuocere per altri 50 minuti circa. Alla fine, le carni dovranno essere ridotte all’osso, cotenne e orecchie devono risultare morbide e scivolose al palato e i piedini facilmente tagliabili. Il brodo in eccesso va lasciato e aggiunto alla fine dell’impiattamento.

Pizzoccheri

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Tutti (o quasi) ne vanno matti e in tanti si dirigono fino in Valtellina solo ed esclusivamente per poter assaggiare e gustare i rinomati pizzoccheri valtellinesi, una vera e propria esperienza culinaria. Questa gustosa prelibatezza ha peraltro ottenuto da poco il meritato marchio Igp dall’Unione Europea. L’origine del piatto risale al XIV secolo, grazie alla diffusione del grano saraceno che ne è l’ingrediente principale e Teglio fu il paese di origine che tutt’oggi rende omaggio alla sua tradizione

Per i pizzoccheri

  • 250 g di farina di grano saraceno
  • 110 g di farina 0
  • 200 g di acqua
  • Sale q.b.

Per il condimento

  • 80 g di grana
  • 80 g di fontina
  • 500 g di acqua
  • 250 g di patate
  • 300 g di verza
  • 100 g di burro
  • 6 foglie di salvia
  • Uno spicchio di aglio
  • Pepe nero q.b.

Prepara i pizzoccheri: metti nel boccale 250 g di farina di grano saraceno, 110 g di farina 0, 200 g di acqua, un pizzico di sale e impasta 3 Min. Vel. Spiga.

Forma una palla con la pasta, avvolgila nella pellicola e lasciala riposare in frigorifero per 20 Min.

Nel frattempo, prepara il condimento: inserisci nel boccale il grana in pezzi e trita 5 Sec. Vel. 8. Metti da parte.

Inserisci nel boccale 80 g di fontina e trita 5 Sec. Vel. 8. Metti da parte.

Versa nel boccale 500 g di acqua, posiziona il cestello nel boccale e disponi al suo interno 250 g di patate sbucciate e tagliate in pezzi.

Chiudi con il coperchio, posiziona il Varoma, ricopri il fondo del Varoma con carta da forno bagnata e strizzata e adagia al suo interno 300 g di verza mondata, lavata e tagliata a striscioline. Cuoci 15 Min. Temp. Varoma Vel. 1.

Togli il cestello con le patate e continua la cottura della verza 10 Min. Temp. Varoma Vel. 1.

Riprendi la pasta, prendine un pezzo e, aiutandoti con un po’ di farina 0, stendila a mano con il matterello oppure passala nella “nonna papera” fino a ottenere uno spessore di circa 3 mm. Continua fino ad esaurimento della pasta.

Ricava i pizzoccheri, tagliando delle strisce lunghe 7 cm e larghe 1 cm.

Prepara il condimento al burro: nel boccale pulito, inserisci 100 g di burro, 6 foglie di e uno spicchio di aglio con la pelle leggermente schiacciato. Insaporisci 4 Min. Temp. Varoma Vel. 1. Togli lo spicchio di aglio.

Nel frattempo, cuoci i pizzoccheri 5 Min. in abbondante acqua salata.

Scola e trasferisci in una pirofila.

Disponi sopra a strati le patate, la verza, il burro fuso con la salvia, la fontina tritata e il grana.

Aggiungi una spolverata di pepe nero e servi subito.

Senza Bimby

Per i pizzoccheri

  • 200 grammi di farina di grano saraceno
  • 200 grammi di farina 00 (per i celiaci sostituire con altra farina di riso o grano saraceno)
  • acqua tiepida

Per il condimento

  • 1/2 verza
  • 3 patate
  • 200 grammi di Casera
  • 100 grammi di Bitto o Scimudìn
  • 50 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 150 grammi di burro
  • 3 spicchi d’aglio
  • 10 foglie di salvia
  • sale e pepe per condire

Come preparare i pizzoccheri perfetti

Mescolate le due farine, quindi versatele su una spianatoia e disponetele a fontana. Versate l’acqua tiepida lentamente e intanto impastate con una mano. Quando tutta l’acqua è stata assorbita lavorate più energicamente l’impasto fino ad ottenere un composto sodo, poco umido. Coprite con uno straccio da cucina e fate riposare per 1 ora.

Tirate la sfoglia di grano saraceno con il mattarello, anche a piccoli pezzi per aiutarvi, infarinando se dovesse attaccarsi. La sfoglia dovrebbe avere uno spessore di 3-4 mm, non troppo sottile quindi. Ricordate che sono tagliatelle rustiche. Arrotolate la sfoglia e tagliate dei pizzoccheri di 6-7 cm, non più lunghi, altrimenti diventa difficile amalgamarli al condimento.

Mettete l’acqua a bollire in una pentola molto capiente.

Lavate e tagliate a cubetti le patate e a striscioline la verza, quando l’acqua bolle buttate dentro e lasciate cuocere per 10 minuti. Quindi tuffate anche i pizzoccheri e rimescolate.

Nel contempo prepariamo il condimento. Sciogliete il burro in una padella e aromatizzatelo con le foglie di salvia e l’aglio non schiacciato. Attenzione a non bruciarli: fiamma dolce.

Passiamo ai formaggi: tagliate tutto a fettine sottili.

Quando i pizzoccheri sono cotti scolateli e poi iniziate a condirli strato dopo strato alternando pizzoccheri, i formaggi e il burro fuso, mettendo tutto in una teglia che ripasserete velocemente in forno per 2 minuti per far sciogliere in maniera adeguata i formaggi.

Se avete voglia di pizzoccheri, ma non di tutte quelle calorie, eliminate i formaggi  e condite solo con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Trippa alla milanese

trippa-alla-milanese

  • Una cipolla
  • Una carota
  • 2 gambi di sedano
  • 40 g di pancetta a cubetti
  • 30 g di olio extravergine di oliva
  • 500 g di trippa
  • 450 g di passata di pomodoro
  • Sale q.b.
  • Una scatola di fagioli di spagna
  • Parmigiano grattugiato q.b.

Preparazione

Inserisci nel boccale una cipolla, una carota e 2 gambi di sedano nel boccale. 1 Min. Vel. 8.

Aggiungi 40 g di pancetta e 30 g di olio. 3 Min. 100° Vel. Soft Antiorario.

Taglia 500 g di trippa a listarelle e aggiungila. 10 Min. 100° Vel. Soft Antiorario.

  • Aggiungi 450 g di passata di pomodoro e il sale. 20 Min. 100° Vel. Soft Antiorario.

Aggiungi una scatola di fagioli. 5 Min. 100° Vel. Soft Antiorario

Senza Bimby

  • 800 gr di trippa mista precotta
  • 1 gambo di sedano
  • 200 gr di carote
  • 300 gr di fagioli bianchi di Spagna
  • 4 fette di pane casereccio
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • sale q.b.
  • 1 cipolla grossa
  • 4 foglie di salvia
  • 400 gr di pomodori maturi o una lattina di pomodori pelati
  • 400 gr di patate gialle
  • 2 o 3 cucchiai di olio d’oliva extra vergine
  • 15 gr di burro

Tagliate la trippa a striscioline larghe circa un dito, lavatela 6 sotto l’acqua corrente, e lasciatele scolare.

Gettate la trippa in un tegame senza aggiungere nulla, ponetelo sul fuoco moderato e cuocete per qualche minuto mescolando in modo che la trippa “faccia acqua”, quindi scolatela.

Questa operazione renderà la trippa più gustosa e più digeribile.

Nel frattempo mondate, lavate e tritate la cipolla, il sedano e la salvia.

Lavate e raschiate le carote e poi tagliatele a fettine.

Lavate i pomodori e passateli crudi al passaverdura.

Mettete sul fuoco un tegame pulito con l’olio, il battuto fatto in precedenza e le carote; lasciate appassire le verdure.

Unite i pomodori passati, la trippa ed i fagioli poi aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa 2 ore.

Bagnate con acqua calda di tanto in tanto, ricordando che alla fine dovrete ottenere una preparazione un po’ brodosa.

Se le usate, 45 minuti prima di togliere la trippa dal fuoco, unite le patatesbucciate, lavate e tagliate a pezzi piuttosto grossi.

A cottura quasi ultimata fate tostare le fette di pane, deponetele in quattro piatti e spolverizzatele con 3 cucchiai di parmigiano.

Unite alla trippa il burro crudo e il parmigiano rimasto.

Mescolate, versate tutto sopra alle fette di pane e servite.

PANETTONE

Panettone-3-Impasti-1

Per la biga

  • 50 g di acqua
  • 3 g di lievito di birra fresco
  • 50 g di farina 00

Per il primo impasto

  • 50 g di acqua
  • 4 g di lievito di birra fresco
  • 50 g di farina Manitoba
  • 50 g di farina 00
  • 2 tuorli
  • 5 g di zucchero

Per il secondo impasto

  • 150 g di burro
  • Un cucchiaino di sale
  • Un’arancia non trattata (buccia grattugiata)
  • ½ cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 3 tuorli
  • 5 uova
  • 400 g di farina Manitoba
  • 100 g di farina 00
  • 180 g di zucchero
  • Un cucchiaino di miele di acacia
  • Un cucchiaino di malto
  • 150 g di uvetta
  • 100 g di scorzette di arancia candita

Prepara la biga

Metti nel boccale 50 g di acqua, 4 g di lievito di birra fresco e sciogli 2 Min. 37° Vel. 1.

Aggiungi 50 g di farina 00 e impasta 3 Min. Vel. Spiga. Togli dal boccale e lascia lievitare 6/8 Ore in luogo riparato.

Prepara il primo impasto

Metti nel boccale 50 g di acqua, 4 g di lievito di birra fresco e sciogli 2 Min. 37° Vel. 1.

Aggiungi la biga, 50 g di farina Manitoba, 50 g di farina 00, 2 tuorli, 5 g di zucchero e impasta 3 Min. Vel. Spiga.

Lascia lievitare nel boccale fino a quando il volume sarà triplicato.

Prepara il secondo impasto

In una ciotola fai ammorbidire a temperatura ambiente 150 g di burro tagliato a pezzetti. Aggiungi un cucchiaino di sale, la buccia grattugiata di un’arancia non trattata e ½ cucchiaino di vaniglia in polvere. Tieni da parte

In un’altra ciotola mescola 3 tuorli e 5 uova. Tieni da parte.

Aggiungi all’impasto lievitato nel boccale 400 g di farina Manitoba e 100 g di farina 00 setacciate insieme, 180 g di zucchero, un cucchiaino di miele, un cucchiaino di malto, un terzo delle uova e impasta 3 Min. Vel. Spiga.

Impasta ancora  3 Min. Vel. Spiga aggiungi lentamente dal foro del coperchio il resto delle uova.

Impasta di nuovo 3 Min. Vel. Spiga aggiungendo poco per volta dal foro del coperchio il burro ammorbidito.

Metti l’impasto in una ciotola, aggiungi 150 g di uvetta, 100 g di scorzette di arancia candita e impasta con le mani.

Fai lievitare in luogo riparato per almeno 1 Ora.

Metti l’impasto nello stampo da panettone e lascialo lievitare fino a quando non avrà raggiunto il bordo.

Accendi il forno a 180° e cuoci 45 Min. Fai la prova dello stecchino e, se necessario, prolunga la cottura di qualche minuto.

Sforna e lascia freddare il panettone capovolto in sospensione.

Senza Bimby

MIX AROMATICO
• 30 g di miele d’acacia
• 1 bacca di vaniglia
• 1limone non trattato
• 1 arancia non trattata
BIGA
• 375 g di farina forte tipo manitoba
• 185 g di acqua
• 5 g di lievito di birra fresco (o 1.5 g di lievito di birra secco)
PRIMO IMPASTO
• 100 g di zucchero
• 80 g di tuorlo
• 90 g di burro
• 1 gr di sale
SECONDO IMPASTO
• 30 g di farina forte tipo manitoba
• 1 g di lievito di birra fresco (o 0.3 g di lievito di birra secco)
• 2 g di sale
• 10 g di acqua
• 20 g di uova
• 40 g di zucchero
• 40 g di burro
• 10 g di mix aromatico
• 4 gr di cioccolato bianco
• 140 g di arancia e cedro canditi
• 150 g di uvetta sultanina

La ricetta è per un panettone del peso di 1 kg circa.

La preparazione del panettone con il lievito di birra è lunga e prevede diversi tempi di riposo per l’impasto, perciò vi suggeriamo di iniziare la sera verso le ore 17.
Preparate il mix aromatico grattugiando il limone e l’arancia all’interno di una ciotola con il miele. Incidete la bacca di vaniglia nel senso della lunghezza e, con la lama del coltello, prelevate i semi e aggiungeteli al miele. Mescolate tutto molto bene, coprite con la pellicola e mettete in frigo.

Mettete a bagno l’uvetta in acqua calda per mezz’ora, poi sciacquatela bene e ricopritela nuovamente con l’acqua. Lasciatela a bagno per 4 ore. Scolatela, asciugatela strizzandola delicatamente, poi disponetela su una teglia coperta con un paio di canovacci puliti e lasciatela asciugare fino al mattino.

Preparate la biga impastando la farina, il lievito e l’acqua per qualche minuto, ma senza arrivare a un impasto liscio e uniforme, bensì lasciatelo abbastanza grezzo. Formate una palla, incidetela a croce, mettetela in una ciotola, coprite con la pellicola e lasciate riposare in un luogo a temperatura costante e compresa tra 18°C e 20°C per 12 ore.
Mettete in frigorifero la ciotola della planetaria, il gancio e tutti gli ingredienti che serviranno per il primo impasto.

Il mattino seguente la biga sarà cresciuta. Portate gli ingredienti a temperatura ambiente e pesateli.
Scaldate il burro 20 secondi al microonde e portatelo alla consistenza di una crema, non fuso, ma morbido.

Procedete al primo impasto: lavorate la biga nella planetaria con il tuorlo, per almeno 5 minuti a bassa velocità. Il tuorlo deve essere completamente assorbito dalla biga e il composto deve risultare uniforme. Questa fase è molto delicata, procedete con calma senza aumentare la velocità della planetaria per non scaldare l’impasto.

Quando l’impasto sarà omogeneo unite lo zucchero, poco alla volta, lasciando che la dose venga assorbita prima di inserirne ancora. Aggiungete il sale e fate lavorare la planetaria per almeno 15 minuti, in modo che l’impasto diventi resistente. Infine unite il burro a piccole dosi, lasciando che l’impasto lo assorba. In questa fase può essere necessario aumentare la velocità della planetaria, ma prestate attenzione a non scaldare troppo l’impasto.
L’impasto deve risultare tenace e ben incordato attorno al gancio, tendendolo deve formare il caratteristico velo, sottile e resistente, segno che la maglia glutinica è ben formata.
Rovesciate l’impasto sulla spianatoia senza infarinarla e  pirlatelo bene con l’aiuto di un tarocco per più volte.

Ponete l’impasto in un contenitore a bordi alti e segnate con un elastico il livello, per poterne agevolmente valutare la crescita. Coprite con della pellicola e mettete a 28-30°C a lievitare. L’impasto dovrà quadruplicare cioè aumentare di altre 3 volte il suo volume iniziale e serviranno 3-4 ore. Per mantenere la temperatura costante potete mettere l’impasto in forno spento, ma con luce accesa, e verificare con il termometro la temperatura.

Nel frattempo lavate la planetaria e il resto dell’attrezzatura e ponetele in frigo insieme a tutti gli ingredienti del secondo impasto. Controllate che l’uvetta sia asciutta e mettetela in frigo.

A lievitazione avvenuta, sgonfiate l’impasto (togliendo la pellicola e lavorandolo con le mani) e mettetelo in frigorifero per 30 minuti.

Pesate 10 g di mix aromatico, pesate 150 g di uvetta (reidratando l’uvetta, il peso è aumentato, quindi bisogna pesarla nuovamente), portate il burro alla consistenza di crema scaldandolo pochissimo al microonde e mescolando più volte, sbattete l’uovo e pesatene 20 g, grattugiate il cioccolato bianco.

Procedete al secondo impasto. Trasferite nella planetaria l’impasto, la farina, il mix aromatico e il lievito di birra. Fate lavorare a bassa velocità fino a  concordare perfettamente l’impasto, ci vorranno diversi minuti. Aggiungete il sale, poi incorporate l’uovo e lavorate fino ad assorbimento completo. Unite lo zucchero un po’ per volta e unite l’acqua. sempre a piccole dosi. L’impasto deve risultare liscio e omogeneo, solo allora unirete il cioccolato grattugiato e infine il burro a piccole dosi. Aumentate la velocità della planetaria e lavorate l’impasto che deve risultare tenace, lucido e con un velo sottile e resistente. A questo punto unite i canditi e l’uvetta, poco alla volta, e continuate a lavorare l’impasto a bassa velocità, amalgamando anche a mano, se necessario.
Ponete l’impasto finito nel contenitore a bordi diritti, coprite con la pellicola e ponete a 28°C per 40 minuti (sempre in forno spento con luce accesa).

Trascorso questo tempo, rovesciate l’impasto sulla spianatoia, lasciate puntare per 15 minuti, poi pezzate pesando 1100 g di impasto (il peso è superiore rispetto al chilo perché è probabile che parte dell’impasto si perda nelle varie fasi di lavorazione, rimanendo attaccata all’attrezzatura).

Pirlate bene l’impasto e nel modo più stretto possibile, aiutandovi con un tarocco con le mani unte di burro. Lasciate puntare per altri 15 minuti. Pirlate ancora e mettete l’impasto nel pirottino, appoggiatelo su una teglia in modo da poterlo trasportare agevolmente, copritelo con la pellicola e mettetelo a lievitare a 28-30°C per 3-4 ore circa. Quando l’impasto del panettone arriverà a 2 cm dal bordo del pirottino sarà pronto per la cottura.

A lievitazione completata, togliete la pellicola e lasciate il panettone all’aria per 20 minuti in modo che si formi un sottile film in superficie. Scaldate il forno a 160°C mettendo la griglia nel ripiano più basso. Con una lametta o uno spilucchino affilatissimo incidete la superficie con due tagli perpendicolari formando una croce e disponete qualche tocchetto piccolo di burro sui tagli. Infornate in forno statico caldo per 50 minuti circa. Il panettone sarà cotto quando al cuore la temperatura sarà di 94°C che misurerete con un termometro a sonda inserito lateralmente nel panettone dopo 40 cminuti di cottura.

Una volta cotto, sfornate il panettone e infilzatelo a due cm dalla base con i ferri appositi o con due ferri da maglia abbastanza sottili e fatelo raffreddare capovolto per 10 ore. Trascorso questo tempo (ed eliminati i ferri), l’ideale è chiudere bene il panettone in un sacchetto per alimenti e attendere un paio di giorni prima di consumarlo. Il panettone si conserverà per 10-15 giorni se ben chiuso e intatto.

Polenta

  • polenta-792x433350 grammi farina gialla
  • 1 litro e mezzo acqua
  • 1 cucchiaio sale grosso
  • 1 cucchiaio olio di oliva

Preparazione

bollire l’acqua con olio e sale: 12 min 100° vel.1.Dal foro con lame a vel.3 versare la farina e far cuocere ancora a 100° per 1 min finché non si rapprende.

Terminare la cottura per 40 minuti a 90° vel.2 rimestando ogni tanto con la spatola.Finita la cottura, versarla in una pirofila bassa o un largo piatto e riempire d’acqua il boccale per evitare incrostazioni.

Senza Bimby

  • 250 gr di farina di mais di fioretto
  • 1 litro d’acqua
  • un pugnetto di sale grosso

In una pentola (meglio se di rame), mettete a bollire l’acqua salata.

Quando bollirà versate la farina un po’ alla volta, continuando a mescolare con una frusta, una volta che avrete sfarinato, togliete la frusta e cominciate a mescolare con un cucchiaio di legno.

Cucinate per 45 minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto.

La polenta può essere servita direttamente così, oppure grigliata, fritta o pasticciata con funghi, ragù e formaggi.

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CON DISNEY E BIMBY E’ FESTA TUTTO L’ANNO COLLECTION

Ecco per voi la collection Disney e Bimby è festa tutto l’ann0!!

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CON DISNEY E BIMBY È FESTA TUTTO L’ANNO

ANTIPASTI DI CAPODANNO CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

OGGI VI PROPONIAMO ANTIPASTI DA PROPORRE PER IL CENONE DI CAPODANNO

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ANTIPASTI DI CAPODANNO CON IL BIMBY

RACCOLTA DI RICETTE DI ANTIPASTI NATALIZI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI ANTIPASTI CALDI PER NATALE RICETTE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI STUZZICHINI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI ANTIPASTI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

Come rigenerare i capi che si sono ristretti ed infeltriti

Sebbene le lavatrici e le asciugatrici moderne funzionino in maniera piuttosto intuitiva, e malgrado le etichette cucite all’interno dei capi diano al consumatore tutte le informazioni di cui ha bisogno, procedere al lavaggio di certi capi non è purtroppo così semplice come si pensa.

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Fare il bucato è un’operazione che richiede tanta cura ed attenzione, perché il minimo errore potrebbe compromettere inesorabilmente la qualità e la vestibilità di jeans, maglie, cappotti ed abiti. Ed è quello che, ahinoi, capita piuttosto spesso. Non è raro accorgersi che quel maglione acquistato a prezzo pieno si è infeltrito di colpo e troppo presto, così come può succedere che il delizioso vestitino che conservavamo per le occasioni importanti si è tutto d’un tratto ristretto.

Nonostante in un primo momento si tenda a far ricadere la colpa sull’azienda produttrice e sulla presunta scarsa qualità del tessuto, la verità è che la responsabilità è quasi sicuramente di colui il quale ha provveduto a fare il bucato. Ma anche quando tutto sembra perduto è fortunatamente possibile mettere in atto dei piccoli trucchi volti a ridare vita ad un capo che sembrerebbe ormai destinato a finire nella spazzatura. Scopriamo allora come recuperare un maglione, una tuta da ginnastica, un pigiama o qualunque altra cosa che abbia persa la propria naturale morbidezza o che si sia improvvisamente ristretta.

Ridar loro forma e morbidezza con lo shampoo per bambini

Questa operazione non richiede l’utilizzo di prodotti insoliti ed introvabili. Sarà necessario avere a portata di mano del semplice shampoo per bambini per ridare un’altra occasione ad un capo che pensavamo di non poter più indossare.

Il perché è presto detto: lo shampoo per i più piccini è risaputamente delicato, ma quello che solo in pochi sanno è che è in grado di penetrare all’interno delle fibre dei tessuti per ammorbidirle e distenderle. Che è quello, sostanzialmente, di cui abbiamo proprio bisogno in questo momento, per evitare di dover dare via degli abiti che ci piacciono ancora e che preferiremmo continuare a sfruttare.

Nel momento in cui ci saremo procurati un flacone di shampoo, meglio se di buona qualità e non propriamente da supermercato, avremo bisogno di due asciugamani di grandi dimensioni: dovremo stenderli su un piano liscio, come un tavolo oppure un bancone da lavoro, l’uno sopra l’altro. A questo punto non dovremo fare altro che riempire con dell’acqua tiepida una bacinella, che dovrà essere grande abbastanza da contenere il capo che intendiamo ripristinare, per poi versare al suo interno un tappo colmo di shampoo per bambini.

Giunti a questa fase abbiamo quasi completato il nostro processo di rigenerazione di un capo infeltrito o ristretto. Non ci resta che lasciare che si asciughi in maniera naturale, senza quindi sfruttare fonti di calore artificiale, avendo cura di sistemarlo per bene su una gruccia oppure di lasciarlo all’aperto perfettamente steso su una superficie. Nel momento in cui sarà asciutto potremo prendere atto del fatto che la magia si è finalmente compiuta.

Un capo che sembrava essersi irrimediabilmente ristretto sarà di nuovo pronto per essere indossato, come se nulla fosse successo, mentre quel bel maglione tutto infeltrito avrà nuovamente recuperato la bellezza che solo un tessuto prezioso come la lana possiede.

Come evitare che i capi si restringano o si infeltriscano

Sebbene sia possibile recuperare anche dei capi che sembravano ormai irrimediabilmente compromessi, è ovvio che sarebbe meglio evitare del tutto che gli abiti si restringano e si infeltriscano. Non è semplice ma neanche impossibile, se si considera che per centrare l’obiettivo è sufficiente seguire alla lettera tutti i procedimenti raccomandati dalle etichette poste all’interno dei capi stessi.

Non è il caso di lavare un maglione a 60° se l’etichetta raccomanda di farlo a 30°, così come sarebbe sciocco rischiare ed avviare la centrifuga per un capo delicato solo perché non si ha voglia di strizzarlo manualmente. Bisogna prestare ancor più attenzione alle etichette che recitano la dicitura “lavare a secco“: la tintoria costa ed anche tanto, è vero, ma perdere la possibilità di indossare un capo solo per risparmiare qualche euro, nell’assurda convinzione che un lavaggio delicato possa essere comunque adatto, sarebbe un errore madornale.

C’è un’altra cosa da tenere bene a mente nel momento in cui ci si appresta a fare il bucato. Sarebbe opinione piuttosto comune, soprattutto tra quanti demonizzano i prodotti non proprio naturali, che gli ammorbidenti comunemente non servano a nulla, teoria che i fatti ed i risultati sono tuttavia in grado di confutare ampiamente.

Non utilizzare l’ammorbidente equivale, per spiegare il perché in modo semplice, a non usare il balsamo sui capelli ricci o su quelli crespi: il risultato sarebbe disastroso e ci ritroveremmo con un vero e proprio groviglio ingestibile di capelli in testa. Lo stesso accade per le fibre, che necessitano di distendersi il più spesso possibile per poter garantire che il capo non perda mai la sua forma, la morbidezza che lo contraddistingue e la lucentezza del suo tessuto.

 

fonte https://startbenessere.com/come-rigenerare-capi-ristretti-infeltriti/

6 Modi Per Far Asciugare I Panni In Casa E Non Farli Puzzare Di Umidità

Nelle belle giornate di sole avere un bucato asciutto e che profuma di fresco è semplice. In inverno a causa di lunghi periodi di maltempo, piogge, neve e freddo stendere la biancheria in guardino o all’esterno per farla asciugare diventa un’impresa impossibile. In questi casi la soluzione migliore è acquistare un’asciugatrice, che però presenta costi ingenti, richiede spazio per essere collocata e soprattutto incide sulla bolletta dell’energia elettrica. Se non puoi permetterti tale elettrodomestico, esistono dei modi per avere i panni puliti e profumati anche asciugandoli in casa.

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Modi per asciugare i panni in casa

Lasciando in casa il bucato bagnato per diversi giorni tende ad assumere uno spiacevole odore di muffa, difficile da eliminare e che spesso richiede di essere nuovamente lavato. Con qualche suggerimento si può ovviare a tali problemi e asciugare rapidamente i panni anche nelle stagioni invernali. Per asciugare i panni in casa e non farli puzzare di muffa, ricorri a uno dei seguenti modi oppure combinali tra loro per avere risultati ottimali.

1. Metti il bucato in una stanza ventilata

Appendi i panni su uno stendino e collocalo in una stanza con le finestre aperte. In presenza di vento anche gelido nel giro di qualche ora saranno asciutti. Risultato che puoi ottenere, mettendo stendendo la biancheria in una zona coperta di un balcone o di un terrazzo. Se questi ultimi dispongono di una tetto abbastanza grande, al posto dello stendino, installa dei fili dove poter stendere il bucato che ventilerà con maggiore libertà e asciugherà prima senza assumere sgradevoli odori di umido. Esistono in commercio teli in plastica con cui è possibile coprire lo stendibiancheria e tenerli all’esterno in zone riparate e allo stesso tempo proteggerli da eventuali piogge.

2. Utilizza il termoventilatore

L’aria è indispensabile per ottenere un’asciugatura ottimale con capi che odorano di bucato. In mancanza di luoghi dove far ventilare i panni, si può ricorrere ad un ventilatore o meglio ancora ad un termoventilatore. Quest’ultimo non è altro che una stufetta elettrica ventilata, di cui esistono modelli di diversa dimensione e potenza, che emettono aria calda e fredda e che sono pensati per riscaldare velocemente ambienti piccoli e umidi. Colloca vicino a tale elettrodomestico lo stendino per asciugare la biancheria nel giro di qualche ora senza comprometterne l’odore di pulito. Unico inconveniente che i termoventilatori sono rumorosi, quindi è meglio non azionarli la notte.

3. Colloca lo stendibiancheria vicino al deumidificatore

L’ odore di umido che caratterizza i panni asciugati in casa o comunque al chiuso è causato dal ristagno dell’acqua nelle fibre. Per poter ovviare a tale problema una valida idea è posizionare lo stendibiancheria bagnata davanti ad un deumidificatore, che provvederà ad assorbire l’umidità e agevolare l’asciugatura, senza compromettere la freschezza dei bucati. tali elettrodomestici utilizzati anche per rinfrescare ambienti umidi, sono in grado di catturare il vapore acqueo presente nella stanza e convogliarlo in un serbatoio, migliorando la qualità dell’ambiente ed evitando che si formino condense e di conseguenza muffe e acari.

4. Centrifuga due volte il bucato

Velocizza l’asciugatura di tovaglie, lenzuola, asciugamani, accappatoi di spugna, abbigliamento e indumenti realizzati in tessuti resistenti come i jeans, con una doppia centrifuga. Una volta terminato il ciclo di lavaggio dei capi, aziona un’altra volta la centrifuga al massimo dei giri, in modo che vengano ben strizzati e possano richiedere meno tempo per ritornare asciutti. Naturalmente non ricorrere alla doppia centrifuga in caso di vestiti e biancheria delicata, per il quale una sola è sufficiente per privarli dell’acqua.

5. Posiziona lo stendipanni vicino a un calorifero o altra fonte di calore

Un sistema per far evaporare l’umidità del bucato è quello di metterlo accanto ad una fonte di calore. Collocando lo stendino vicino al termosifone o ad un forno acceso, aiuta a far asciugare i panni senza cattivi odori. Risultato che si può raggiungere anche posizionando i panni davanti ad un camino o ai caminetti di ultima generazione. Indumenti di piccole dimensioni possono essere adagiati sul calorifero, un metodo che non è molto ecologico e che comporta una maggiore dispersione di energia e calore.

6. Usa il riso per assorbire l’umidità

In mancanza di fonti di calore, stanze ventilate e elettrodomestici che possono aiutarti ad asciugare il bucato in caso riempi dei sacchetti con del riso e distribuiscili nella stanza dove hai messo lo stendino. Il cereale ricco di amido contribuirà ad assorbire l’umidità e prevenire la formazione dell’odore di muffa sugli indumenti. Il riso è da sempre utilizzato dalle nonne come rimedio naturale per eliminare l’umidità dai vestiti negli armadi.

Consigli per fare velocizzare l’asciugatura del bucato

Per facilitare le operazioni di asciugatura è importante seguire alcune indicazioni. Evita di posizionare gli indumenti in maniera ravvicinata, in que sto modo riceveranno maggiore aria e non si contageranno con l’umidità degli altri panni. Appendi camicie e maglie ad una stampella che in questo modo perderanno con maggiore velocità l’acqua. Inoltre, prima di stendere i panni più spessi è bene rovesciarli dalla parte interna, come ad esempio nel caso dei jeans, ripetendo l’operazione una volta che tale lato diventa asciutto. In caso di indumenti piccoli e in tessuti sottili, puoi usare un phon per asciugarli in maniera rapida.

Evitare di asciugare i panni in casa

Mettere il bucato ad asciugare all’interno dell’abitazione non è sempre una buona idea. In mancanza di ventilazione l’umidità sprigionata dagli indumenti determina ristagni che portano alla formazione di muffe non solo sugli indumenti che tendono ad emanare cattivi odori, ma anche nell’ambiente. In quest’ultimo caso si crea un clima favorevole anche per il proliferare di batteri che hanno ripercussioni negative sulla salute dell’uomo e possono causare l’insorgenza di riniti e peggiorare i sintomi di allergie, asma e malattie respiratorie. Problemi che possono essere limitati arieggiando spesso i locali dove viene posizionato lo stendino con il bucato bagnato. Accorgimento quest’ultimo utile anche per non rischiare di dover nuovamente procedere con il lavaggio dei panni che rimanendo per troppo tempo in un luogo chiuso tendono a puzzare di umidità.

fonte https://startbenessere.com/6-modi-asciugare-panni-casa/

SPECIALE NATALE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

ECCO PER VOI UNA RACCOLTA MOLTO UTILE PER IL NATALE

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RACCOLTA DI CARNE PER IL NATALE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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TUTTO DOLCI DI NATALE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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RACCOLTA DI PRIMI PIATTI NATALIZI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI SECONDI PIATTI NATALIZI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

CREMA FRITTA RICETTA CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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CREME PER FARCIRE PANDORO E PANETTONI BIMBY

SPECIALE PANETTONI E PANDORO CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA RISOTTI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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CESTA DI NATALE REALIZZATA CON IL BIMBY E SENZA…

MENU’ SEMPLICE ED ECONOMICO PER NATALE RICETTE CON IL BIMBY E SENZA..

RACCOLTA DI RICETTE DI BISCOTTI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI CONSERVE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

COME CONVERTIRE RICETTE BIMBY CON MONSIEUR CUISINE CONNECT E MONSIEUR PLUS

Con il nostro Monsieur Connect e Monsieur Plus è possibile realizzare una grande serie di ricette, comprese quelle ideate esclusivamente  per il  famoso Bimby.

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E’ necessario soltanto avere un po’ di accortezza circa l’impostazione di alcune funzioni. Per utilizzare, ad esempio, la funzione Soft del Bimby dovrete inserire l’accessorio mixer o farfalla ed impostare il Monsieur Cuisine Plus in funzione Reverse con velocità

Inoltre, specie per quanto riguarda la cottura di creme e di prodotti simili, bisogna considerare che il Bimby cuoce anche a velocità 4 mentre il Monsieur Cuisine Plus arriva ad un massimo di velocità 3, per cui sarà necessario aumentare di qualche minuto i tempi di cottura al fine di  favorire l’addensamento dei cibi.

L’utilizzo della vaporiera è il medesimo, e nelle ricette Bimby.
Anche per le dosi potete utilizzare tranquillamente quelle indicate nelle ricette Bimby senza dover modificare quantità ed ingredienti

Ricordatevi sempre che dovrete  convertire le impostazioni Bimby come indicato qui di seguito;

Bimby SOFT ——————> Monsieur Cuisine Plus REVERSE+ FARFALLA+ VEL. 1
Bimby SPIGA —————-> Monsieur Cuisine Plus  IMPASTARE
Bimby ANTIORARIO ——> Monsieur Cuisine Plus  REVERSE
Bimby VAROMA ————> Monsieur Cuisine Plus  COTTURA A VAPORE ( con lame ferme) o 120°+ velocità
Bimby SOFFRIGGERE—–> Monsieur Cuisine Plus  ROSOLARE

Come pulire i sanitari in poco tempo: 7 consigli superefficaci

Il bagno è una delle stanze più importanti della nostra casa. Se fino a qualche decennio fa era il luogo destinato semplicemente all’igiene personale, oggi è l’ambiente in cui ci rifugiamo dopo una lunga giornata di lavoro. Idromassaggio, cromoterapia, design futuristico: anche i sanitari si sono adeguati e lasciati trasformare da un interior design sempre più raffinato ed elegante.

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Il problema però nasce tutte le volte che devi pulire il bagno perché rischi di perdere mezza giornata a togliere il calcare dal lavabo e dalla doccia. In realtà bastano pochi accorgimenti per mantenere i tuoi sanitari puliti e splendenti. In questa breve guida ti illustreremo i 7 consigli superefficaci per pulire i sanitari in poco tempo.

Facciamo ordine

Il tuo bagno assomiglia a una Spa superaccessoriata. Hai la doccia idromassaggio, i sanitari di ultima generazione, mille confezioni di prodotti che fanno capolino dalle mensole. Bello da vedere, senza dubbio, ma il problema è riuscire a trovare la spazzola tonda quando la mattina hai a disposizione soltanto due secondi per pettinarti e uscire di casa. L’ordine in bagno è fondamentale perché ti aiuta a snellire le operazioni di pulizia quotidiane e soprattutto ti permette di avere questa stanza sempre a posto anche in caso di ospiti improvvisi.

La parola d’ordine, prima di pulire i sanitari, è decluttering. Prendi una busta e inizia a far piazza pulita di tutte le cose che non ti servono più come il flacone dello shampoo che non usi, quello finito, un vecchio spazzolino da denti e così via. Procedere in questo modo ti servirà non soltanto per mettere in ordine ma anche per alleggerire l’ambiente.

Spolvera

Non c’è niente di peggio che sporcare i sanitari appena puliti con la polvere della mensola posizionata sopra il lavabo o la vasca. Togli tutti i prodotti, passa un panno in microfibra umido o imbevuto di un detersivo ecologico e senza risciacquo. Ricordati di pulire le zone più nascoste come l’angolo sopra il wc o le luci della specchiera. Prendi tutti i tappeti e aspira la sporcizia con l’aspirapolvere oppure, se ne hai la possibilità, lasciali al sole finché non completi la pulizia del bagno.

 

7 consigli per pulire in sanitari

1) Togliere le macchie dalla vasca o dalla doccia

La vasca da bagno è uno di quei sanitari dove lo sporco e la polvere tendono a depositarsi più spesso. Questo succede perché la usi tutti i giorni e soprattutto perché viene a contatto con i prodotti destinati all’igiene personale che creano una patina di grasso che cattura le molecole di sporco.

La prima cosa che devi fare è risciacquarla con cura dopo ogni uso e sopratutto asciugarla (anche la doccia) con un panno morbido in microfibra. Per evitare la formazione del calcare puoi pulirla tutti i giorni con uno speciale detersivo composto da 200 ml di aceto bianco di alcool (va bene anche l’aceto di mele) e 100 ml di sapone ecologico per piatti. Metti questa soluzione in uno spruzzino, passala sulle pareti e sul fondo della vasca, lascia agire per cinque minuti e risciacqua.

Se il calcare e la ruggine iniziano a macchiare la superficie smaltata della vasca, puoi preparare una specie di “scrub” con 100 ml di aceto bianco e 100 gr di sale da cucina. Applica questa crema sul sanitario e lascia agire almeno per 30 minuti. Risciacqua con cura e asciuga. Per le macchie di calcare più ostinate puoi ricorrere all’aceto caldo da spargere su tutte le pareti. Aspetta 20 minuti e inizia strofinare in modo energico. Particolare attenzione va posta anche allo scarico che rischia di essere intasato dai capelli.

Per mantenerlo sempre efficiente, puoi pulirlo ogni mese con una speciale soluzione fatta da 1 litro di acqua bollente, 5 cucchiai di acido citrico e 5 cucchiai di sale grosso. Versa, attendi qualche minuto e fai scorrere un po’ di acqua fredda.

2) Soffione sporco

Non cè niente di più irritante di un soffione della doccia intasato di calcare. I forellini sporchi infatti non lasciano passare l’acqua e farsi una doccia rilassante diventa quasi un’impresa epica. Prendi un sacchetto di plastica, riempilo di aceto e attaccalo al soffione, fissandolo con uno spago. Puoi lasciarlo così anche tutta la notte. La mattina dopo togli il sacchetto, apri l’acqua e ammira il risultato!

3) Tenda della doccia

La pulizia dei sanitari non può dirsi perfetta se la tenda della doccia è gialla, sporca o, peggio ancora, presenta tracce di muffa. L’ideale sarebbe staccarla e appenderla al sole dopo ogni utilizzo. Se ti è impossibile, ricordati di togliere il grosso dell’acqua con un asciugamano per lasciarla poi aperta ad asciugare. Mettila regolarmente in lavatrice per un lavaggio delicato. Per togliere le macchie di muffa prova una soluzione a base di perossido di idrogeno al 3% (la comune acqua ossigenate) e acqua.

4) Il water

L’igiene del water è fondamentale. Prima di pulirlo, scarica l’acqua e versa una soluzione disinfettante sulle pareti e sul fondo. Immergi lo scopino e intanto dedicati a togliere la polvere intrappolata dietro al wc e intorno ai lati. Spolvera con un prodotto apposito o con la solita microfibra inumidita. Scarica di nuovo e, con l’aiuto di un panno usa e getta (o con lo stesso scopino), spalma sulle pareti una speciale crema abrasiva composta da 10 cucchiai di bicarbonato e 5 di detersivo per piatti. Dovrai ottenere una specie di “pappetta” che lascerai agire, dopo aver strofinato bene, per circa 15 minuti. Risciacqua con cura.

5) Il lavabo

Il lavabo è quasi sempre in disordine. Calcare, schizzi di sapone, residui di dentifricio, capelli: quante cose raccoglie in un giorno? Con un po’ di carta raccogli la sporcizia e gettala nel cestino. Dai una prima sciacquata sommaria e poi inizia a strofinare con la stessa crema che ti abbiamo consigliato per il water. Prendi uno spazzolino da denti e passalo dietro i rubinetti e negli angoli più difficili da pulire. Risciacqua con cura e asciuga. Per donare lucentezza alla rubinetteria puoi passare, dopo aver asciugato, un panno imbevuto con poche gocce di aceto di alcool. Questo prodotto, reperibile in qualsiasi supermercato, sgrassa, deodora, toglie il calcare e regala nuova lucentezza all’acciaio inossidabile.

6) Lo specchio

 

Gli aloni sullo specchio o gli schizzi d’acqua danno nell’immediato la sensazione di un bagno disordinato e sporco. Toglili con un panno inumidito e asciuga subito dopo con dello Scottex. Se i tuoi figli si sono divertiti a scrivere sullo specchio coperto dal vapore dopo la doccia e il messaggio non va via, prova a passare sul vetro un po’ di dentifricio. Strofina, sciacqua e asciuga.

7) Le piastrelle

La sporcizia ama i luoghi meno accessibili e le piastrelle, con le loro fessure e gli angoli, sono uno dei bersagli più adatti alla formazione della muffa. È fondamentale pulire e asciugare ogni giorno il muro dopo la doccia e ventilare costantemente l’ambiente. Per togliere eventuali macchie nere, imbevi un po’ di carta con la candeggina e passalo sulla muffa. Attedi qualche minuto e risciacqua con cura.

fonte:https://stiledonna.net/consigli-pulire-sanitari-in-poco-tempo-7-consigli-superefficaci/

Modi Per Usare I Prodotti Naturali Che Hai In Casa Per Risparmiare Soldi ed Evitare i Prodotti Chimici

Molti prodotti per la pulizia disponibili oggi sul mercato contengono tossine nocive. L’uso prolungato di questi prodotti può causare irritazione della pelle e rilasciare fumi tossici. Nel corso del tempo, questo può portare a sintomi ed eruzioni cutanee da reazione allergica. Una buona alternativa è data dai prodotti naturali da usare in casa che, a differenza di ciò che molte persone pensano, sono più che validi per le pulizie con il vantaggio che non fanno male.

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Dobbiamo anche considerare che sono molto più versatili e convenienti. Oltre a essere naturali e biologici, questi comuni prodotti che teniamo in casa sono sicuri da usare e agiscono bene come i normali prodotti venduti sul mercato.

OLIO DI RICINO

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L’olio di ricino, ottenuto dai semi del ricinus communis, è estremamente benefico. Pochi sanno però che questi semi se assunti sono tossici. L’olio di ricino tra l’altro può essere usato per tantissime cose! A casa potete usarlo per allontanare i roditori, mantiene in buona salute le vostre piante e lubrificare le forbici da cucina. Come prodotto di bellezza l’olio di ricino rinforza le ciglia, cura i talloni screpolati e ammorbidisce le unghie, prevenendone la secchezza.L’olio di ricino cura anche la pelle secca e screpolata, allevia i dolori da crampi mestruali e può essere utilizzato come lassativo. Può infatti essere assunto anche per via interna, c’è da dire però che il sapore non è dei migliori.

SUCCO DI LIMONE

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Il succo di limone è uno di quei prodotti naturali da usare in casa tanto in cucina quanto per la pulizia del posto dove vivete. Possiede infatti tanti benefici per la salute, gli esperti consigliano di assumerlo la mattina a stomaco vuoto diluito con l’acqua, in parti uguali. Il succo di limone a oggi è la migliore alternativa naturale ai prodotti chimici.

Potete infatti usarlo per pulire i vetri e gli specchi di casa, per disinfettare il tagliere visto che non può essere sottoposto all’ordinaria manutenzione. Non solo, dona lucentezza alla biancheria e sbianca la tazza del water ingiallita. Usato per via interna offre tutti i tuoi fantastici benefici. Il succo come la polpa, aiuta a disintossicare il corpo, può stimolare la digestione, alleviare il mal di gola e rinforzare il sistema immunitario. Devi anche tenere che il succo di limone fresco riduce le rughe, restringe i pori. disinfetta i tagli e aiuta a smacchiare la pelle, rimuovendo le macchie provocate da una scorretta esposizione solare.

SAPONE DI CASTIGLIA

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Il sapone di Castiglia è originario della Spagna, la sua produzione molto lunga oggi porta tante persone a comprarlo sa già pronto. Una cosa interessante è che questo sapone è stato molto probabilmente il primo sapone bianco della storia. E’ abbastanza delicato per le pelli sensibili ma abbastanza potente per uccidere i batteri nocivi. Puoi infatti usarlo come detergente universale. Puoi anche provarlo come detergente per il corpo, shampoo per gli animali domestici e come ingrediente per realizzare una pasta di dentifricio. Se soffri di eczema, psoriasi, acne o altri problemi della pelle, il lavaggio con questo sapone può ridurre notevolmente i sintomi.Per quanto riguarda invece le pulizie di casa potete usarlo sia per lavare i piatti sia per i pavimenti.

ACETO DI MELE

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L’Aceto di sidro di mele è una dei prodotti più versatili da tenere in casa e a livello di sapore è più delicato di quello di vino bianco. È fantastico nel respingere le pulci, profumare e amorbidire il bucato e per la pulizia del forno a microonde. Usalo per lenire scottature e intervenire sull’acne oppure utilizzalo come un balsamo per i capelli e deodorante. Puoi anche provarlo per: disintossicare l’organismo dalle tossine nocive, perdere peso (se inserito in una dieta equilibrata), regolare la pressione alta e combattere le infezioni vaginali come la candida.

ACETO DI VINO BIANCO

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L’aceto oggi è uno dei primi prodotti naturali per la casa che ci viene in mente tanti sono gli usi che se ne possono fare per la pulizia. Può essere utilizzato per eliminare gli odori forti come aglio e cipolla, proprio per questo motivo è perfetto per la pulizia del frigorifero, del ripiano di cucina e del forno. Può anche essere utilizzato per lucidare l’argenteria e per la pulizia delle finestre in casa. Provalo per sbloccare lo scarico di cucina o del bagno, i suoi effetti sono sorprendenti. I benefici nei confronti della salute sono tanti ma, i primi che ci sentiamo di consigliarvi sono la cura del mal di stomaco e il suo saper ridurre i fastidi delle punture d’ape. A livello estetico rende i capelli molto più lucenti. In cucina potete usarlo durante la bollitura delle uova per migliorarla, per mantenere fresche le verdure e rendere morbida la carne.

OLIO DI COCCO

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Questo incredible olio non dovrebbe mai mancare in casa. A temperatura ambiente la sua consistenza è molto simile a quella del burro, diventa liquido sopra i 20°C.  È possibile utilizzarlo nelle pulizie di casa per il box doccia ma anche per far brillare i mobili in legno. L’olio di cocco è anche un ottimo prodotto di bellezza. Provatelo come lucida labbra, per rinforzare e ammorbidire i capelli e come deodorante. Non solo, delle maschere a base di olio di cocco vi aiuta a prevenire le rughe. Un cucchiaio al giorno può anche contribuire a migliorare la funzione della tiroide e ridurre l’emicrania.

BICARBONATO DI SODIO

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Ultimo, ma non per importanza, è il bicarbonato di sodio. Un semplice rimedio presente in tutte le case e utile per trattare il bruciore di stomaco e alleviare la dermatite da pannolino, ottimo anche come deodorante e dentifricio. Puoi anche utilizzarlo per scrostare forno, tubi e WC. Molto utile anche da portare in campeggio per spegnere gli incendi. Un altro modo per usare il bicarbonato di sodio è per la realizzazione dei dolci grazie al suo potere lievitante.

fonte:https://www.panecirco.com/72-modi-usa-prodotti-naturali-casa/

 

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