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Tutto Liguria- ricette Bimby e metodo tradizionale

Oggi il viaggio continua e andremo a visitare le ricette Ligure

 

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 Panissa ligure

La panissa è un piatto tipico della cucina ligure per il quale si usano gli stessi ingredienti della farinata di ceci, con l’esclusione però dell’olio di oliva. Si unisce la farina di ceci con l’acqua ed il sale e si mette sul fuoco, quando ha raggiunto una certa consistenza si rovescia dentro a dei piatti fondi oppure, più spesso, in appositi stampini lunghi e stretti con profilo semicircolare di 7-10 cm di diametro. Dopo che si è solidificata si taglia a fette con sezione semicircolare, si taglia a cubetti e si serve fredda o tiepida, condita con olio e limone, o si condisce con cipolla. Si può mangiare anche calda appena fatta, condita solo con olio e limone, pepe a piacimento.

Oppure si friggono le striscioline in abbondante olio, dando origine alle Tavellette “tavolette” (a Genova), o Fette a Savona, analoghe alle panelle palermitane; si servono salate da sole o, più spesso, dentro un panino speciale, a forma di piccola focaccia bianca senza crosta, rotonda, piatta e senza sale: sono le “fette con le fugassette

INGREDIENTI

  • 300 g di farina di ceci
  • abbondante olio per friggere
  • sale
  • vini consigliati
  • Golfo del Tigullio Bianco
  • Collio Chardonnay (bianco)

PREPARAZIONE

Trasferite la farina di ceci in una pentola e versatevi 1 litro di acqua poco più che tiepida. Mescolate con la frusta, passate il tutto a setaccio raccogliendo il ricavato in una casseruola. Mettete sul fuoco.
Cuocete per 1 ora e 15 minuti a fiamma media, continuando a mescolare come si fa per la polenta (volendo potrete usare l’apposito paiolo elettrico).
Una volta cotta, la panissa si staccherà dalle pareti della casseruola. A questo punto versatela in una teglia a bordi bassi e lasciate raffreddare completamente.
Tagliate la panissa a bastoncini, come fossero patate; immergete pochi bastonicini alla volta in abbondante olio caldissimo e friggeteli. Quando diventano dorati sgocciolateli e passateli su carta assorbente da cucina.
Regolate di sale e servite la panissa ben calda, insieme a spicchi di farinata. La panissa si serve anche appena tolta dalla casseruola senza farla raffreddare e senza friggerla, offrendola insieme a cipollotti freschi tritati, irrorata di olio extravergine d’oliva e cosparsa di pepe macinato al momento .

INGREDIENTI PER IL BIMBY

  • •900 gr. di acqua
  • 300 ge di farina di ceci
  • 20 gr di olio di oliva
  • 10 gr di sale grosso
  • olio per friggere quanto basta

PREPARAZIONE

Prendete il Bimby, versate nel boccale l’acqua, l’olio, il sale, azionate per 8 minuti a temperatura 100°C e velocità 3. Aggiungete ora la farina di ceci, azionate per 5 minuti a temperatura 90°C e velocità 2. Prendete un contenitore apposito, inumiditelo, versatevi il preparato ottenuto e fate raffreddare; non appena il composto sarà freddo, tagliate a listarelle, friggete in una padella ricca di olio bollente, scolate su carta da cucina assorbente e servite.

TESTAROLI AL SUGO

Ma che specialità un buon piatto di testaroli al sugo! I testaroli sono un primo piatto semplice e delizioso che nasce nella verde Lunigiana, a cavallo tra Toscana e Liguria.

I testaroli sembra siano una ricetta molto antica. Si tratta di una pastella piuttosto densa, a base di farina, cotta nel testo. Ora, oltre al testo dovresti avere un bel caminetto… così nella ricetta sotto trovi come farli in padella (chiedo venia a tutti i cittadini della Lunigiana!).

Le crespelle ottenute, che sono incredibilmente spugnose, vengono tagliate in losanghe e ri-cotte in acqua bollente.

Il condimento tipico è il pesto, ma sono spettacolari anche col sugo di pomodoro!

Se sei un’esperta o un esperto di testaroli, scrivimi nei commenti qui sotto la tua opinione sulla ricetta ed eventuali consigli…..

INGREDIENTI PER IL BIMBY

Per i testaroli

  • 350 g di farina di grano duro
  • 250 g di farina 0
  • 650 g di acqua
  • Un cucchiaino di sale

Per il sugo

  • 400 g di passata di pomodoro
  • 10 g di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.

Preparazione

Inserisci nel boccale 350 g di farina di grano duro, 250 g di farina 0, 650 g di acqua, un cucchiaino di sale e impasta 30 Sec. Vel. 6.

Versa ⅓ dell’impasto su una padella antiaderente di 30 cm di diametro e distribuiscilo in modo uniforme. Cuoci a fuoco medio 4 Min., gira dall’altro lato con una spatola e cuoci ancora 2-3 Min.

Otterrai delle crespelle un po’ alte.

Su un tagliere abbastanza grande, taglia la crespelle a losanghe.

Metti sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e porta a ebolllizione.

Prepara il sugo: versa nel boccale 400 g di passata di pomodoro, 10 g di olio extravergine di oliva, aggiungi un pizzico di sale e cuoci 8 Min. 100° Vel. 1.

Appena l’acqua bolle, abbassa il fuoco e immergi, pochi alla volta, i testaroli nell’acqua. Appena salgono a galla, conta 1 Min. e scolali con un mestolo forato.

Man mano che scoli i testaroli, disponili in un piatto da portata e condisci, a strati, con il sugo del boccale.

Servi nei piatti.

INGREDIENTI SENZA IL BIMBY

  • Ingredienti per 3 persone
  • 1 Testarolo Lunirolo 420 g
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • 220 g passata di pomodoro
  • basilico fresco
  • parmigiano.

preparazione

In un tegame antiaderente, fai cuocere 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva, il basilico e la passata di pomodoro per 7/10 minuti, mescolando ogni tanto. Taglia il Testarolo a quadratini (di circa 5cm X 5cm), Nel frattempo, porta ad ebollizione dell’acqua salata in una pentola capiente. Una volta raggiunta l’ebollizione, spegni il fuoco, togli il coperchio alla pentola ed immergi in acqua i Testatoli. Lasciali cuocere per circa 2 minuti senza coperchio.
Scolali velocemente con una mestola forata e condisci con la salsa al pomodoro. Aggiungi abbondante parmigiano reggiano.

 

Farinata di ceci

Non è una pizza, è più una torta salata sottile, ma neanche così rende l’idea, per capirlo dovete provarla.
Io ho preferito farla sottile e più croccante come da tradizione, usando uno stampo rotondo con un diametro da 28 cm.

La farinata di ceci è una torta salata molto bassa a base di acqua e farina di ceci, cotta in forno a legna fino a formare una deliziosa crosticina dorata. Oggi però vi proponiamo la ricetta per realizzarla nel vostro forno di casa! La farinata di ceci è una specialità ligure, tipica in particolar modo della città di Genova, ma con origini molto antiche che risalgono con tutta probabilità all’antichità greca e latina. Tuttavia la leggenda che la riguarda risale al periodo delle Repubbliche Marinare, e narra che la farinata così come la conosciamo oggi sia nata nel 1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia di Meloria. Al ritorno dalla battaglia, le navi genovesi si trovarono coinvolte in una tempesta ed alcuni barili d’olio e farina di ceci si rovesciarono bagnandosi d’acqua salata. A causa della scarsità di provviste, fu recuperato tutto il possibile e ai marinai fu servito quel miscuglio di ceci ed olio che questi, nel tentativo di rendere meno sgradevole, misero ad asciugare al sole fino ad ottenere una sorta di frittella. A terra i Genovesi perfezionarono la ricetta di fortuna rendendola la specialità che gustiamo ancora oggi, e che, per scherno agli sconfitti, chiamarono l’oro di Pisa. La farinata di ceci, però, è una ricetta povera fatta con ingredienti semplici e molto comuni in tutto lo stivale, e infatti la sua diffusione non riguarda solo la Liguria, ma se ne conoscono numerose versioni che prendono un nome diverso a seconda della zona di cui sono tipiche. Famosa ad esempio la cecina pisana, la torta livornese del 5 e 5, la socca piemontese, la fainè sassarese… basta spostarsi di poco che cambia il suo nome, ma il gusto autentico e squisito di questo street food italiano rimane sempre buonissimo: non vi resta che provarlo!

INGREDIENTI PER IL BIMBY

  • 125 gr di farina di ceci
  • 350 ml di acqua
  • 60 ml di olio EVO
  • sale q. b.
  • pepe q. b.

Preparazione

Mettere nel boccale l’acqua e la farina di ceci, mescolare: 30 sec. vel. 4,  con un cucchiaio togliere la schiuma che si è creata sopra, versare in un contenitore, chiudere con un coperchio e lasciare riposare per almeno 4 ore. Passato il tempo, rimettere nel boccale, aggiungere metà dell’olio e il sale, emulsionare: 30 sec. vel. 3. Versare il resto dell’olio in una teglia (io ho usato una comune teglia dal diametro 28 cm) e aggiungere sopra l’impasto ottenuto. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 30 minuti circa. Servire calda con una spolverata di pepe

INGREDIENTI SENZA IL BIMBY

    • sale fino 10 g
    • olio extravergine di oliva 50 g
    • farina di ceci 300 g
    • acqua 900 ml

Ingredienti per 3 teglie da 32 cm di diametro

PER UNGERE LE TEGLIE

  • olio extravergine 70 g

PREPARAZIONE

Per preparare la farinata, ponete in una terrina la farina di ceci e create la classica forma a fontana; quindi versate al centro, un po’ alla volta, l’acqua a temperatura ambiente . Mescolate il tutto per bene facendo attenzione a non formare grumi, fino ad ottenere un composto liquido e omogeneo .Coprite con della pellicola  e lasciate riposare il composto fuori dal frigo dalle 4-5 ore fino alle 10 ore, mescolandolo di tanto in tanto. Trascorso il tempo necessario, noterete che della schiuma in superficie: rimuovetela con una schiumarola  e mescolate .Aggiungete al composto 50 g di olio  e il sale  e amalgamate nuovamente ;Ungete 3 teglie di 32 cm di diametro con la restante quantità di olio (la tradizione prevederebbe teglie di rame o alluminio, ma potete utilizzare anche una semplice teglia antiaderente), e con un mestolo distribuitevi il composto di ceci . Uniformate lo spessore con l’aiuto di una forchetta . per garantire una cottura uniforme, quindi infornate in forno statico preriscaldato a 250° e fate cuocere nella parte bassa del forno, a contatto con il fondo, per i primi 10 minuti -se utilizzate il forno ventilato tenetela solo 7-8 minuti alla temperatura di 220° e poi proseguite normalmente. Trascorso questo tempo spostate la teglia nella parte alta del forno e lasciate cuocere per ancora 10-15 minuti a seconda del vostro forno, finché la farinata non risulti di un bel color nocciola dorato. Sfornate la farinata  e gustatela ben calda, spolverandola con pepe a piacere.

FOCCACIA GENOVESE

INGREDIENTI PER IL BIMBY

  • 190 gr di acqua
  • 20 gr di olio EVO
  • 7 gr di sale
  • 3 gr di malto (o in alternativa miele)
  • 12 gr di lievito di birra fresco
  • 300/350 gr di farina 0

Per l’emulsione:

    • 30 gr di olio EVO
    • 40 gr di acqua


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PREPARAZIONE

Mettere nel boccale l’acqua, il lievito e il malto, emulsionare: 20 sec. vel. 4. Unire la farina l’olio e il sale, mescolare: 3 min. vel. Spiga. Se necessario aggiungere dell’altra farina, l’impasto dovrà risultare compatto ma morbido e lavorabile. Mettere su un ripiano leggermente infarinato, coprire con un canovaccio e lasciar riposare per 15 minuti circa. Successivamente praticare all’impasto una o due pieghe a metà, dandogli una forma rettangolare senza impastare troppo, coprire nuovamente con un canovaccio e lasciar riposare per altri 10 minuti. Prendere la classica leccarda da forno e versargli al centro dell’olio (almeno 3 cucchiai) e posizionarvi sopra l’impasto, spennellare la superficie con altro olio (serve per non far venire la crosta all’impasto) e mettere a lievitare nel forno spento per circa 1 ora (dovrà raddoppiare di volume). A questo punto prendere la teglia e stendere la focaccia senza però tirarla, ma al contrario facendo delle pressioni sull’impasto con le mani. Spolverare con un velo piuttosto abbondante di sale fino (serve per non far venire la crosta durante la lievitazione), riporre la teglia nel forno spento e lasciar lievitare per altri 30 minuti. A questo punto in un bicchiere mescolare bene l’acqua con l’olio e versare sull’impasto aiutandosi con un pennello da cucina. Imprimere energicamente con le dita l’impasto per creare i caratteristici buchi della focaccia. Lasciar lievitare per un’altra oretta nel forno spento. Successivamente cuocere in forno preriscaldato a 220° per 15 minuti circa. Lasciar raffreddare su una gratella prima di tagliarla e servirla

INGREDIENTI SENZA IL BIMBY

Ingredienti per una teglia da 35 x 25:
  • 300 gr di farina o
  • 175 ml di acqua
  • 15 gr di lievito di birra
  • 20 ml di olio evo
  • 1 cucchiaino di malto  o miele
  •  7 gr di sale
Ingredienti per l’emulsione:
  • 75 ml di acqua
  • 30 ml di olio evo
  •  sale grosso

PREPARAZIONE

Mettete in un’ampia ciotola l’acqua, il sale, il malto ed l’olio.Aggiungerte meta’ della farina ed iniziare ad impastare.Poi sciogliete il lievito in un pò d’acqua presa dal totale e aggiungetelo all’impasto. Impastate ancora poi unite la restante farina.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo
Trasferite il panetto ottenuto su una spianatoia, formate una palla, poi coprite con un canovaccio pulito a fate riposare per 15 minuti.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.Poi mettete il panetto ottenuto su una teglia oleata, coprite con un canovaccio e fate lievitare per 2 ore.Stendetela nella teglia con le mani, schiacciandola fino a ricoprire tutta la teglia. Fate delle fossette con i polpastrelli poi fate lievitare per 30 minuti.Preparate un ‘emulsione fatta di olio e acqua e versatela su tutta la superficie della focaccia, poi aggiungete del sale grosso tritato.Infornate in forno già caldo a 230 gradi e cuocete per 15 minuti di cottura.Tagliate la focaccia genovese a quadrotti e servite

TORTA PASQUALINA AGLI SPINACI

Ingredienti

Per la sfoglia

  • 300 g di farina 0
  • 150 g di acqua
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • Un cucchiaino di sale

Per la farcia

  • 800 g di spinaci puliti (o 450 g di spinaci cotti)
  • 75 g di parmigiano reggiano
  • 75 g di pecorino
  • 400 g di ricotta
  • 6 uova
  • 50 g di latte
  • Sale q.b.
  • Pepe. q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b

Prepara la sfoglia: metti nel boccale 300 g di farina 0, 150 g di acqua, 50 g di olio e un cucchiaino di sale 2 Min. Vel. Spiga.

Crea una palla e lascia riposare per più di 30 Min. l’impasto a temperatura ambiente, coperto da una ciotola rovesciata.

Prepara ora la farcia: lessa per pochi minuti 800 g di spinaci in acqua bollente, scola e metti da parte.

Trita nel boccale 75 g di parmigiano e 75  g di pecorino 10 Sec. Vel. 10. Metti da parte.

Metti nel boccale 100 g del formaggio misto tritato, gli spinaci ben strizzati, 100 g di ricotta, un uovo e 50 g di latte. Aggiusta di sale e pepe, e amalgama bene spatolando 20 Sec. Vel. 5. Metti da parte.

Sciacqua il boccale, inserisci un uovo, 50 g di formaggio grattugiato e 300 g di ricotta rimasti 10 Sec. Vel. 4.

Dividi l’impasto in 4 palline, due più grandi e due poco più piccole.

Prendi una pallina grande e stendila in una sfoglia sottile. Rivesti con carta forno una teglia del diametro di 24 cm, adagia la sfoglia, poi spennellala con l’olio.

 

Stendi un’altra sfoglia grande e procedi allo stesso modo: il fondo della torta deve essere composto da due sfoglie.

Riempi ora con la farcia agli spinaci e livella bene. Versa la seconda farcia, livella bene e crea 4 buchette, aiutandoti con il dorso di un cucchiaio.

 

Rompi le 4 uova, metti gli albumi in una ciotola e adagia i tuorli nelle buchette, poi sbatti velocemente gli albumi e versali sulla farcia.Tira una sfoglia più piccola e copri la torta, ungila con olio e procedi allo stesso modo con la seconda sfoglia.

 

Ora ritaglia l’impasto in eccesso 2 cm sotto il bordo della teglia e sigilla bene i quattro strati di sfoglia, schiacciando l’impasto tra pollice e indice lungo tutto il diametro.

 

Arrotola il bordo verso l’interno, premendo ancora per sigillare bene.

 

Cuoci in forno per 40/45 Min. 180°.

Consigli

Puoi sostituire gli spinaci con le bietole.

Puoi creare delle buchette più profonde e sgusciare l’uovo per intero, per un gusto e un effetto visivo diversi. Ricorda, però di coprire ogni uovo con del parmigiano grattugiato prima di adagiare la sfoglia.

Fai attenzione agli strati: deve esserci un primo strato, più alto, di spinaci, poi un leggero strato di ricotta e formaggi e, infine, le uova, che si incastoneranno tra questi due strati.

Senza Bimby

Ingredienti

  • 500 gr di bieta o spinaci
  • 200 gr di ricotta
  • 40 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 40 gr di pecorino grattugiato
  • 6 uova
  • 2 pasta sfoglia già pronta
  • pepe qb
  • sale qb

Lavate accuratamente e sbollentate la bieta in una pentola con il coperchio per 10 minuti in acqua leggermente salata. Poi scolatela, lasciatela intiepidire e strizzatela molto bene.

Preparate il ripieno della torta Pasqualina amalgamando bene la ricotta, con 1 uovo, il parmigiano e il pecorino. Lavoratelo bene aggiungendo poco sale e pepe. Quando il composto sarà ben amalgamato, unite la bieta lessata. Potete farlo unendo le foglie così come sono oppure tritarle al coltello.

Prendete uno stampo circolare di 22 – 24 cm di diametro non troppo basso, e foderatelo con la carta forno e il primo rotolo di pasta sfoglia. Foderato lo stampo, riempitelo con il ripieno di ricotta e bieta, preparato precedentemente.

Aiutandovi con un cucchiaio, fate 4 piccoli incavi nel ripieno equidistanti l’uno dall’altro. Sgusciate in ciascun incavo un uovo intero, in modo che durante la cottura diventi sodo.

Chiudete la torta con il secondo disco di pasta sfoglia e ripiegate il bordo del disco della base all’interno sigillandolo delicatamente.

Spennellate la superficie con uovo sbattuto e foratela con la punta di una forchetta, magari decorandola con un disegno o una scritta pasquale per renderla più carina.

Infornate la torta pasqualina a 180 °C per circa 60 minuti. Se si dovesse scurire troppo in superficie, copritela con un foglio di carta d’alluminio.

Pesto alla genovese

Ingredienti

Ingredienti Pesto alla genovese con il Bimby per quattro persone

  • 80 g di foglie di basilico
  • 30 g di pecorino
  • 150 g di olio extra vergine d’oliva
  • sale
  • 50 g di parmigiano
  • 30 g di pinoli
  • 1 spicchio d’aglio

Lavate accuratamente le foglie di basilico e poi mettetele ad asciugare su un panno asciutto e senza ammaccarle troppo.

Prendete il Bimby e mettete parmigianopecorinobasilicoaglio pinoli nel boccale, frullate per 20 sec a vel 7.

Aggiungete l’olio e il sale ed emulsionate per 20 sec a vel 7. Condite la pasta tipo trenette e se volete il pesto un pò più fluido aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.

  • 50 gr di foglie di basilico DOP
  • 2 spicchi d’aglio di Vessalico (varietà meno forte e più digeribile)
  • 15 gr di pinoli
  • 70 gr di Parmigiano Reggiano
  • 30 gr di Pecorino Fiore Sardo
  • 100 ml di olio extravergine di oliva ligure
  • Un pizzico di sale marino grosso

* per condire circa 600 gr di pasta

LA PREPARAZIONE

 Il primo passo consiste nel pulire le foglie del basilico: fatelo con un panno morbido, senza bagnarle. In alternativa, lavatele ma lasciatele asciugare perfettamente: questo passaggio va fatto con delicatezza, perché se le foglie si stropicciano o si spezzano risulteranno annerite e renderanno amaro il sapore del pesto. Utilizzate un mortaio di marmo e un pestello di legno ,con i quali ridurrete in poltiglia per primi i due spicc d’aglio sbucciati e qualche grano di sale.

 Aggiungete quindi le foglie di basilico e il sale  rimanente, e con movimenti circolari continuate a pestare: vedrete che dal basilico uscirà un liquido verde vivido, è questo il momento di mettere i pinoli.

 Infine, continuando a mescolare, aggiungete i formaggi grattugiati e l’olio, a filo, poco alla volta.

 Fondamentale è il tempo che dedicherete alla preparazione: deve essere il minore possibile, solo così eviterete che il basilico e gli altri ingredienti si ossidino.

 Un rischio nella buona riuscita è legato all’uso del frullatore, che scalda il pesto e lo rende amarognolo; se non avete mortaio e pestello ricorrete a questi trucchi: azionate alla velocità più bassa e frullate a scatti per non far alzare la temperatura del composto, ponete il recipiente e le lame del frullatore in frigorifero per un’ora prima di iniziare a preparare.

 Potete conservare il pesto in frigorofero fino a dieci giorni coperto di olio di oliva in superficie. Oppure potete metterlo in freezer e poi scongelarlo a temperatura ambiente.

PANIGACCI

 

panigacci o testaroli sono un piatto tradizionale della Liguria( ma li trovate anche in alcune zone della Toscana) , sono molto molto simili le due  ricette,  ma hanno principalmente gli stessi ingredienti ma è davvero molto  diverso sia il metodo di cottura sia l’uso che deciderete di farne. I panigacci sono più spessi e vengono usati molto come accompagnamento a salumi e formaggi mentre i testaroli vengono cotti in  acqua come la pasta e poi conditi. Io non avendo ne i testi di ghisa né quelli di terracotta io li ho cotti in padella ma devo dire che sono venuti benissimo lo stesso.

Ingredienti:
400 gr farina bianca
1 litro di acqua
sale

Procedimento:
Mettete in una ciotola la farina e il sale e iniziate ad unire l’acqua mescolando in modo che non si formino grumi. Fate riposare l’impasto coperto da un canovaccio pulito per 1 ora circa poi procedete alla cottura in padella antiaderente come fareste per le crepes ma leggermente più spessi.

PER I TESTAROLI:
Mettete un mestolo di impasto nel testo di ghisa come fareste per una crepes un po’ spessa. Cuocete a fuoco alto per pochi minuti. Fate bollire una pentola di acqua salata e mettete a cuocere i testaroli per 1 o 2 minuti poi conditeli con pesto di basilico genovese, ragù  o salsa di noci.

PER I PANIGACCI:
Mettete a scaldare i testi di coccio nel forno (o nel forno a legna) e quando saranno caldissimi toglieteli dal fuoco e versate un mestolo di impasto. Impilate tutti i testi uno sopra all’altro e lasciate riposare. Dopo 5 o 6 minuti i panigacci saranno cotti e potrete servirli con salumi e formaggi

SALSA DI NOCI

 

  • 100 g di latte
  • 20 g di mollica di pane
  • 80 g di gherigli di noci
  • Un ciuffo di maggiorana
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • Sale q.b.
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato

Preparazione

Metti 20 g di mollica di pane in ammollo in 100 g di latte.

Inserisci nel boccale 80 g di gherigli di noce, le foglie lavate e asciugate di un ciuffo di maggiorana e trita 10 Sec. Vel. 6.

Unisci la mollica con tutto il latte, 50 g di olio, 50 g di parmigiano, una presa di sale e amalgama 25 Sec. Vel. 6.Porta sul fondo e ripeti.

Usa subito per condire la pasta oppure trasferisci in un vasetto pulito con coperchio e conserva in frigorifero.

Ingredienti

  • 300 gr di noci
  • 250 ml di latte
  • 40 gr di mollica di pane
  • 40 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • 30 gr di pinoli sgusciati
  • 1/2 bicchiere d’olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale qb

procedimento più lungo e fastidioso di questa ricetta è quello di sgusciare tutte le noci. Mentre lo state facendo mettete la mollica di pane ad ammollare nel latte.

Frullate ora i gherigli di noci, i pinoli, l’aglio, il parmigiano e l’olio. Aggiungete il pane ammollato nel latte e scolato, un pizzico di sale e frullate.

Per rendere più cremoso il tutto aggiungete anche un po’ di latte: controllate, infine, il sale.

Questa salsa è indicata per condire la pasta, come i famosi pansoti genovesi, ma anche per una piadina gustosa accompagnata da crudo e stracchino!

La potete utilizzare subito o conservare qualche giorno in frigorifero, coperta con un po’ di olio evo.

coniglio alla ligure

  • da preparare il giorno prima:
  • 900 g di coniglio
  • acqua q.b.
  • sale q.b.
  • aceto q.b.
  • 2 spicchi di aglio
  • 2 rametti di rosmarino, gli aghi
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • Per la cottura:
  • 70 g di olive taggiasche denocciolate
  • 250 g di vino, Barbera
  • 100 g di polpa di pomodoro

Il giorno prima tagliare il coniglio a pezzi e lavarli in acqua, sale e aceto; metterlo in una terrina.
Mettere nel boccale l’aglio e gli aghi di rosmarino, tritare 5sec. vel.7; usare questo trito per condirci il coniglio in aggiunta all’olio, al sale e al pepe. Lasciare in infusione per tutta la notte.

Al momento della cottura versare nel boccale i pezzi di coniglio con tutta la marinata, aggiungere le olive denocciolate e cuocere 10  min/varoma/antiorario/vel.1

Aggiungere il vino e continuare la cottura 3 min./varoma/antiorario/vel.1

Unire la polpa di pomodoro, aggiustare di sale e pepe e cuocere per altri 60 min/100°/antiorario vel soft
(nel libro la cottura prevista è di 30 min. ma non era affatto pronto quindi l’ho prolungata di altri 30)

Buon appetito!

  • 1 coniglio di oltre 1.2 kg
  • 100 g. di olive taggiasche
  • 2 spicchi di aglio
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • poco brodo
  • 1 cipolla grande
  • 50 g. di pinoli
  • 3 rametti di rosmarino
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • sale q.b.

 

Fatevi tagliare il coniglio a pezzi dal pollivendolo. Eliminate le frattaglie, il grasso visibile e gli eventuali frammenti di osso prodottosi mentre veniva tagliato. Lavatelo accuratamente sotto l’acqua corrente calda, e mettetelo a scolare.

Tritate la cipolla e mettetela in un capiente tegame con l’olio, unite il coniglio e fate rosolare a fuoco vivo.

Versate il vino e fate evaporare. Salate e fate cuocere a fuoco moderato per mezz’ora, bagnando con il brodo di tanto in tanto.

Tritate le olive, i pinoli, l’aglio e gli aghi di rosmarino.

Aggiungete il trito al coniglio, mescolate e fate cuocere ancora mezz’ora aggiungete ancora del brodo.

Quando mancano 5 minuti alla fine della cottura, aggiungete qualche altra oliva.

Servite decorando ogni piatto con un rametto di rosmarino.

Qual è la dieta per perdere la pancia e non avere fame

Ecco la dieta per perdere la pancia e non avere fame. Scoprirete quanto sia facile e piacevole, in fin dei conti, seguire un’alimentazione equilibrata.

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Seguire una dieta per perdere la pancia e non avere fame rappresenta il sogno di tanti. Sappiamo che esistono un’infinità di diete estreme che vi promettono questo risultato, ma possono risultare dannose. Esistono anche diete restrittive che dopo un mese risultano impossibili da seguire. Non è vero?

Tenendo questi aspetti in considerazione, di certo già sapete che l’ideale è ottenere la perdita di peso con strategie sane. Senza dubbio può capitare che non sappiate da dove iniziare. Se vi trovate in questa situazione, continuate a leggere e vi daremo alcuni consigli per fare una dieta per perdere la pancia e non avere fame.

Tutti i trucchi sono di facile esecuzione, pratici e potrete iniziare a metterli in pratica già oggi. Inoltre, la maggior parte di questi presuppongono dei cambiamenti d’abitudini raccomandate da qualsiasi nutrizionista.

1. Fate colazione ogni giorno

Il primo passo da seguire per una dieta per perdere la pancia e non avere fame è fare colazione. Invece, tante persone la evitano, perché credono che così perderanno chili più rapidamente.

Nel caso in cui anche voi pensiate che evitare la colazione ridurrà l’apporto di calorie ingerite, fermatevi a riflettere un attimo. La realtà è che fare colazione apporta nutrienti e controlla l’insorgere dei morsi della fame durante il resto della giornata.

Questo è il primo momento in cui si dà energia al corpo. Con questa sarà possibile realizzare le vostre attività quotidiane senza sentirvi stanchi a metà della mattinata. Inoltre, sarà meno probabile cadere

nella tentazione di mangiare qualcosa di poco sano o ipercalorico.

Alcune buone opzioni per la colazione sono:

  • 250 ml di yogurt naturale con 2 cucchiai di fiocchi d’avena e una mela
  • 2 uova avvolte da due fette di prosciutto e tè verde
  • 1 fetta di pane integrale tostato con due cucchiai di formaggio spalmabile e una banana

2. Preparate snack sani per una dieta per perdere la pancia

Un altro trucco per una dieta per perdere la pancia e non avere fame è prepararsi a combattere la fame. Questo si può ottenere con snack sani e da organizzare in anticipo.

In questo modo potrete evitare di spizzicare o la tentazione di mangiare qualsiasi cosa dolce o alimento poco sano che vi capiti a tiro. Organizzandovi per tempo, potrete scegliere opzioni più sane, che si adattino alla vostra capacità di spesa e ai vostri gusti.

2. Preparate snack sani per una dieta per perdere la pancia

Un altro trucco per una dieta per perdere la pancia e non avere fame è prepararsi a combattere la fame. Questo si può ottenere con snack sani e da organizzare in anticipo.

In questo modo potrete evitare di spizzicare o la tentazione di mangiare qualsiasi cosa dolce o alimento poco sano che vi capiti a tiro. Organizzandovi per tempo, potrete scegliere opzioni più sane, che si adattino alla vostra capacità di spesa e ai vostri gusti.

Alcune delle cose che potete portare con voi sono:

  • Mix di frutta secca (3 noci + 2 mandorle + 5 noccioline salate)
  • 5 carote baby + 2 cucchiai di humus di ceci
  • 1 fetta di formaggio fresco magro + 2 mele
  • 1 fetta media di anguria con limone e sale

È diffusa l’idea erronea che seguire una dieta per perdere la pancia e non avere fame significhi eliminare tutti i carboidrati. Invece, questo gruppo di alimenti è necessario per ottenere energia, fibra e altri nutrienti.

Il segreto sta nello scegliere i carboidrati secchi. Questi si ottengono dai legumi e dai cereali integrali.

Alcuni buoni esempi sono:

  • Avena
  • Fagioli
  • Quinoa
  • Riso integrale
  • Lenticchie
  • Questo tipo di carboidrati vi daranno le energie che si trasformeranno in glucosio, ma senza gli eccessi che vi possano danneggiare. I migliori momenti per aggiungere i carboidrati è durante i pasti principali (colazione, pranzo e cena).
  • Tra i carboidrati che dovete evitare ci sono il pane bianco, il riso bianco, i fagioli in scatola, il pane commerciale realizzato con farina raffinata.
  • Alcune delle opzioni che potete assumere sono:
  • 1 fetta di pane integrale con 1 fetta di formaggio fresco magro
  • 1 fetta media di pizza vegetariana con impasto integrale fatto in casa
  • Quinoa cotta con cannella e miele

4. Fate attenzione a quello che bevete

Un consiglio frequente quando si cerca una dieta per perdere la pancia e non avere fame è bere abbastanza liquidi. Ma di certo, non tutte le bevande sono ugualmente sane e consigliabili.

L’ideale è scegliere bevande che apportino poche o nessuna caloria. In generale, è bene optare esclusivamente per:

  • Acqua naturale
  • Latte scremato
  • Succhi di frutta naturali in piccole porzioni
  • Succhi vegetali naturali in piccole porzioni
  • Tè e infusi senza edulcoranti

Le bevande da evitare sono:

  • Bibite gasate
  • Succhi industriali
  • Bevande con caffeina

Se vi piace uscire ogni settimana, fate molta attenzione a quello che bevete. Può capitare di assumere grandi quantità di alcol. Oltre ai danni che procura ad alcuni organi interni, apporta molte calorie.

L’alternativa in questo caso è limitare il consumo di alcol a due cocktail la settimana. In ogni caso, è più opportuno preferire succo o acqua minerale.

Fonte; vivere più sani

TUTTO LOMBARDIA -Ricette Bimby e metodo tradizionale

Oggi il viaggio continua con Peccati di Gola 568 e andremo a visitare la cucina Lombarda.

Tra le numerose cucine regionali, quella lombarda è semplicemente perfetta per affrontare la stagione autunnale e invernale. I suoi gusti ben si sposano con il clima tipico di questi mesi e i suoi condimenti sanno apportare il giusto contributo di grassi necessari per affrontare il grande freddo sì, ma con il sorriso. Pronti a prendere nota?

Tutti solitamente conoscono e parlano del risotto alla milanese, ma che dire degli altri piatti tipici della cucina lombarda? Accomunati dalla bontà dei prodotti unici di questa regione, le ricette più tradizionali della Lombardia sono il risultato di secoli di dominazioni passate (ricordiamo gli austriaci, gli spagnoli e i francesi) che trionfano oggi in una serie di caratteristiche comuni a queste pietanze: polenta, al posto del pane; riso, al posto della pasta ripiena e burro, al posto dell’olio.

D’altra parte oggi l’enogastronomia ha assunto un ruolo fondamentale nelle aspettative e nelle motivazioni dei viaggiatori, diventando un vero e proprio fattore di attrazione e di promozione della destinazione. Non a caso la Lombardia detiene il primato per numero di ristoranti stellati Michelin in Italia, con ben 58 ristoranti fino 3 stelle.

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Risotto alla milanese

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Ovvero il classico per antonomasia, il riso di colore giallo più famoso in Italia vanta lontane origini. La leggenda narra del lontano 1500 quando la figlia di un vetraio del duomo simbolo di Milano con il suo tesoro e la passeggiata in terrazza – provò a usare lo zafferano per tingere il risotto, utilizzando il pistillo che fino a quel momento veniva usato solamente dai mastri vetrai per ottenere il colore oro nel vetro. Da qui l’ipotesi che tutto iniziò in seguito ad uno scherzo ma il consenso per questo nuovo piatto fu tale che la ricetta entrò a ben ragione tra le più rinomate del territorio

Ingredienti

  • mezza cipolla
  • 80 g burro
  • 500 g riso arborio
  • 100 g vino bianco
  • 1 litro acqua
  • 1 dado vegetale
  • 2 bustine zafferano
  • q.b. parmigiano reggiano

Mettere nel boccale la cipolla: 5 sec. vel. 7.

Aggiungere 40 g di burro: 3 min. 100° vel. 4.

Montare la farfalla e aggiungere il riso: 1 min. 100° vel. Soft antiorario.

Aggiungere il vino: 1 min. 100° vel. Soft antiorario.

Aggiungere 1 litro di acqua e il dado: 12 min. 100° vel. Soft antiorario.

Sciogliere lo zafferano nei 100 g di acqua rimasti e aggiungerli nel boccale: 2 min. 100° vel. Soft antiorario.

Aggiungere il burro rimanente: 1 min. vel. Soft antiorario.

Impiattare e servire con una spolverata di parmigiano.

Senza bimby

Ingredienti

  • 320 gr di riso
  • 1 litro di brodo di carne
  • 100 ml di vino bianco
  • 30 gr di midollo di bue
  • 60 gr di burro
  • 16 pistilli di zafferano (o se proprio non potete farne a meno, 1 bustina in polvere)
  • ½ cipolla
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • sale

Mettete i pistilli di zafferano in una tazzina da caffè con acqua calda e lasciateli in infusione per almeno 2 ore.

In un tegame dai bordi alti mettete 30 gr di burro e fateci soffriggere la cipolla tritata finemente e il midollo. Aggiungete il riso e fatelo tostare fino a quando i chicchi diventano lucidi. A questo punto sfumate il riso con il vino bianco e fate evaporare la parte alcolica a fuoco alto. Salate il riso.

Aggiungete il brodo caldo fino a ricoprire il riso.

Mescolate più volte durante la cottura e controllate che il riso non resti mai scoperto dal brodo, rabboccando sempre quello che evapora.

Qualche minuto prima che il riso sia cotto aggiungete l’acqua di infusione dello zafferano (senza i pistilli) oppure la bustina sciolta in un dito di acqua.

A cottura ultimata, mantecate fuori dal fuoco con il parmigiano e il resto del burro.

Servite il risotto alla milanese all’onda

Casseula

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Un tempo era usanza cucinare questo piatto solo in occasione della festività di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio, festa in cui i tagli poveri del maiale venivano uniti alla verza. Oggi invece, a partire dai primi freddi autunnali, ogni occasione è buona per gustarlo sia in casa che in alcuni dei migliorilocali storici in Lombardia. La cassoeula è inoltre il “piatto forte” di numerose sagre lombarde che si tengono proprio fra ottobre e novembre. Riguardo le origini, la leggenda narra di un soldato spagnolo che innamorandosi di una cuoca, le insegnò la ricetta della cassoeula. Questa la provò per la famiglia nobile per cui lavorava e da allora il piatto si diffuse.

Ingredienti base: resti del maiale meno nobili (cotenna, codini, orecchie, piedi, ecc.), luganega, costolette e verza

Ecco gli ingredienti per 6 persone secondo la ricetta tradizionale:

  • 1,5 kg di verze
  • 800 grammi di costine di maiale
  • 250 grammi di cotenne di maiale pulite, raschiate e lavate
  • 2 verzini a persona (salamini da verza, in alternativa si può usare la salsiccia)
  • 2 piedini di maiale puliti, raschiati e lavati
  • 1 orecchia di maiale pulita, raschiata e lavata
  • 200 grammi di carote
  • 200 grammi di sedano
  • 100 grammi di cipolla
  • 50 grammi di burro
  • 1 bicchiere vino bianco secco
  • brodo di carne
  • sale e pepe quanto basta

Il modo migliore per cucinare un piatto così complesso è suddividere le cotture e poi assemblare il tutto alla fine. Si inizia con piedini, cotenne e orecchie, che vanno bollite per circa un’ora in acqua salata. Poi si passa ai verzini, che vanno rosolati in un padella antiaderente senza alcun condimento aggiunto: basterà il grasso rilasciato dai salamini, che si può aggiungere a piacimento sul piatto finito. Per rosolare le costine si può invece utilizzare una noce di burro, ma senza esagerare.

Poi si passa alla seconda cottura: si inizia col soffritto di carote, cipolle e sedano, si aggiungono tutti i pezzi del maiale e si fa sfumare con il vino bianco. Una volta che l’alcol è del tutto evaporato, aggiungere il brodo di carne fino a coprire i pezzi di maiale. Far cuocere per circa mezz’ora a fiamma bassa e aggiungere sale e pepe (o erbe aromatiche e spezie) a piacimento. È il momento della verza, che va tagliata a striscioline e messa in pentola insieme al resto; aggiungere altro brodo di carne e lasciare cuocere per altri 50 minuti circa. Alla fine, le carni dovranno essere ridotte all’osso, cotenne e orecchie devono risultare morbide e scivolose al palato e i piedini facilmente tagliabili. Il brodo in eccesso va lasciato e aggiunto alla fine dell’impiattamento.

Pizzoccheri

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Tutti (o quasi) ne vanno matti e in tanti si dirigono fino in Valtellina solo ed esclusivamente per poter assaggiare e gustare i rinomati pizzoccheri valtellinesi, una vera e propria esperienza culinaria. Questa gustosa prelibatezza ha peraltro ottenuto da poco il meritato marchio Igp dall’Unione Europea. L’origine del piatto risale al XIV secolo, grazie alla diffusione del grano saraceno che ne è l’ingrediente principale e Teglio fu il paese di origine che tutt’oggi rende omaggio alla sua tradizione

Per i pizzoccheri

  • 250 g di farina di grano saraceno
  • 110 g di farina 0
  • 200 g di acqua
  • Sale q.b.

Per il condimento

  • 80 g di grana
  • 80 g di fontina
  • 500 g di acqua
  • 250 g di patate
  • 300 g di verza
  • 100 g di burro
  • 6 foglie di salvia
  • Uno spicchio di aglio
  • Pepe nero q.b.

Prepara i pizzoccheri: metti nel boccale 250 g di farina di grano saraceno, 110 g di farina 0, 200 g di acqua, un pizzico di sale e impasta 3 Min. Vel. Spiga.

Forma una palla con la pasta, avvolgila nella pellicola e lasciala riposare in frigorifero per 20 Min.

Nel frattempo, prepara il condimento: inserisci nel boccale il grana in pezzi e trita 5 Sec. Vel. 8. Metti da parte.

Inserisci nel boccale 80 g di fontina e trita 5 Sec. Vel. 8. Metti da parte.

Versa nel boccale 500 g di acqua, posiziona il cestello nel boccale e disponi al suo interno 250 g di patate sbucciate e tagliate in pezzi.

Chiudi con il coperchio, posiziona il Varoma, ricopri il fondo del Varoma con carta da forno bagnata e strizzata e adagia al suo interno 300 g di verza mondata, lavata e tagliata a striscioline. Cuoci 15 Min. Temp. Varoma Vel. 1.

Togli il cestello con le patate e continua la cottura della verza 10 Min. Temp. Varoma Vel. 1.

Riprendi la pasta, prendine un pezzo e, aiutandoti con un po’ di farina 0, stendila a mano con il matterello oppure passala nella “nonna papera” fino a ottenere uno spessore di circa 3 mm. Continua fino ad esaurimento della pasta.

Ricava i pizzoccheri, tagliando delle strisce lunghe 7 cm e larghe 1 cm.

Prepara il condimento al burro: nel boccale pulito, inserisci 100 g di burro, 6 foglie di e uno spicchio di aglio con la pelle leggermente schiacciato. Insaporisci 4 Min. Temp. Varoma Vel. 1. Togli lo spicchio di aglio.

Nel frattempo, cuoci i pizzoccheri 5 Min. in abbondante acqua salata.

Scola e trasferisci in una pirofila.

Disponi sopra a strati le patate, la verza, il burro fuso con la salvia, la fontina tritata e il grana.

Aggiungi una spolverata di pepe nero e servi subito.

Senza Bimby

Per i pizzoccheri

  • 200 grammi di farina di grano saraceno
  • 200 grammi di farina 00 (per i celiaci sostituire con altra farina di riso o grano saraceno)
  • acqua tiepida

Per il condimento

  • 1/2 verza
  • 3 patate
  • 200 grammi di Casera
  • 100 grammi di Bitto o Scimudìn
  • 50 grammi di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 150 grammi di burro
  • 3 spicchi d’aglio
  • 10 foglie di salvia
  • sale e pepe per condire

Come preparare i pizzoccheri perfetti

Mescolate le due farine, quindi versatele su una spianatoia e disponetele a fontana. Versate l’acqua tiepida lentamente e intanto impastate con una mano. Quando tutta l’acqua è stata assorbita lavorate più energicamente l’impasto fino ad ottenere un composto sodo, poco umido. Coprite con uno straccio da cucina e fate riposare per 1 ora.

Tirate la sfoglia di grano saraceno con il mattarello, anche a piccoli pezzi per aiutarvi, infarinando se dovesse attaccarsi. La sfoglia dovrebbe avere uno spessore di 3-4 mm, non troppo sottile quindi. Ricordate che sono tagliatelle rustiche. Arrotolate la sfoglia e tagliate dei pizzoccheri di 6-7 cm, non più lunghi, altrimenti diventa difficile amalgamarli al condimento.

Mettete l’acqua a bollire in una pentola molto capiente.

Lavate e tagliate a cubetti le patate e a striscioline la verza, quando l’acqua bolle buttate dentro e lasciate cuocere per 10 minuti. Quindi tuffate anche i pizzoccheri e rimescolate.

Nel contempo prepariamo il condimento. Sciogliete il burro in una padella e aromatizzatelo con le foglie di salvia e l’aglio non schiacciato. Attenzione a non bruciarli: fiamma dolce.

Passiamo ai formaggi: tagliate tutto a fettine sottili.

Quando i pizzoccheri sono cotti scolateli e poi iniziate a condirli strato dopo strato alternando pizzoccheri, i formaggi e il burro fuso, mettendo tutto in una teglia che ripasserete velocemente in forno per 2 minuti per far sciogliere in maniera adeguata i formaggi.

Se avete voglia di pizzoccheri, ma non di tutte quelle calorie, eliminate i formaggi  e condite solo con una spolverata di Parmigiano Reggiano.

Trippa alla milanese

trippa-alla-milanese

  • Una cipolla
  • Una carota
  • 2 gambi di sedano
  • 40 g di pancetta a cubetti
  • 30 g di olio extravergine di oliva
  • 500 g di trippa
  • 450 g di passata di pomodoro
  • Sale q.b.
  • Una scatola di fagioli di spagna
  • Parmigiano grattugiato q.b.

Preparazione

Inserisci nel boccale una cipolla, una carota e 2 gambi di sedano nel boccale. 1 Min. Vel. 8.

Aggiungi 40 g di pancetta e 30 g di olio. 3 Min. 100° Vel. Soft Antiorario.

Taglia 500 g di trippa a listarelle e aggiungila. 10 Min. 100° Vel. Soft Antiorario.

  • Aggiungi 450 g di passata di pomodoro e il sale. 20 Min. 100° Vel. Soft Antiorario.

Aggiungi una scatola di fagioli. 5 Min. 100° Vel. Soft Antiorario

Senza Bimby

  • 800 gr di trippa mista precotta
  • 1 gambo di sedano
  • 200 gr di carote
  • 300 gr di fagioli bianchi di Spagna
  • 4 fette di pane casereccio
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • sale q.b.
  • 1 cipolla grossa
  • 4 foglie di salvia
  • 400 gr di pomodori maturi o una lattina di pomodori pelati
  • 400 gr di patate gialle
  • 2 o 3 cucchiai di olio d’oliva extra vergine
  • 15 gr di burro

Tagliate la trippa a striscioline larghe circa un dito, lavatela 6 sotto l’acqua corrente, e lasciatele scolare.

Gettate la trippa in un tegame senza aggiungere nulla, ponetelo sul fuoco moderato e cuocete per qualche minuto mescolando in modo che la trippa “faccia acqua”, quindi scolatela.

Questa operazione renderà la trippa più gustosa e più digeribile.

Nel frattempo mondate, lavate e tritate la cipolla, il sedano e la salvia.

Lavate e raschiate le carote e poi tagliatele a fettine.

Lavate i pomodori e passateli crudi al passaverdura.

Mettete sul fuoco un tegame pulito con l’olio, il battuto fatto in precedenza e le carote; lasciate appassire le verdure.

Unite i pomodori passati, la trippa ed i fagioli poi aggiustate di sale e lasciate cuocere per circa 2 ore.

Bagnate con acqua calda di tanto in tanto, ricordando che alla fine dovrete ottenere una preparazione un po’ brodosa.

Se le usate, 45 minuti prima di togliere la trippa dal fuoco, unite le patatesbucciate, lavate e tagliate a pezzi piuttosto grossi.

A cottura quasi ultimata fate tostare le fette di pane, deponetele in quattro piatti e spolverizzatele con 3 cucchiai di parmigiano.

Unite alla trippa il burro crudo e il parmigiano rimasto.

Mescolate, versate tutto sopra alle fette di pane e servite.

PANETTONE

Panettone-3-Impasti-1

Per la biga

  • 50 g di acqua
  • 3 g di lievito di birra fresco
  • 50 g di farina 00

Per il primo impasto

  • 50 g di acqua
  • 4 g di lievito di birra fresco
  • 50 g di farina Manitoba
  • 50 g di farina 00
  • 2 tuorli
  • 5 g di zucchero

Per il secondo impasto

  • 150 g di burro
  • Un cucchiaino di sale
  • Un’arancia non trattata (buccia grattugiata)
  • ½ cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 3 tuorli
  • 5 uova
  • 400 g di farina Manitoba
  • 100 g di farina 00
  • 180 g di zucchero
  • Un cucchiaino di miele di acacia
  • Un cucchiaino di malto
  • 150 g di uvetta
  • 100 g di scorzette di arancia candita

Prepara la biga

Metti nel boccale 50 g di acqua, 4 g di lievito di birra fresco e sciogli 2 Min. 37° Vel. 1.

Aggiungi 50 g di farina 00 e impasta 3 Min. Vel. Spiga. Togli dal boccale e lascia lievitare 6/8 Ore in luogo riparato.

Prepara il primo impasto

Metti nel boccale 50 g di acqua, 4 g di lievito di birra fresco e sciogli 2 Min. 37° Vel. 1.

Aggiungi la biga, 50 g di farina Manitoba, 50 g di farina 00, 2 tuorli, 5 g di zucchero e impasta 3 Min. Vel. Spiga.

Lascia lievitare nel boccale fino a quando il volume sarà triplicato.

Prepara il secondo impasto

In una ciotola fai ammorbidire a temperatura ambiente 150 g di burro tagliato a pezzetti. Aggiungi un cucchiaino di sale, la buccia grattugiata di un’arancia non trattata e ½ cucchiaino di vaniglia in polvere. Tieni da parte

In un’altra ciotola mescola 3 tuorli e 5 uova. Tieni da parte.

Aggiungi all’impasto lievitato nel boccale 400 g di farina Manitoba e 100 g di farina 00 setacciate insieme, 180 g di zucchero, un cucchiaino di miele, un cucchiaino di malto, un terzo delle uova e impasta 3 Min. Vel. Spiga.

Impasta ancora  3 Min. Vel. Spiga aggiungi lentamente dal foro del coperchio il resto delle uova.

Impasta di nuovo 3 Min. Vel. Spiga aggiungendo poco per volta dal foro del coperchio il burro ammorbidito.

Metti l’impasto in una ciotola, aggiungi 150 g di uvetta, 100 g di scorzette di arancia candita e impasta con le mani.

Fai lievitare in luogo riparato per almeno 1 Ora.

Metti l’impasto nello stampo da panettone e lascialo lievitare fino a quando non avrà raggiunto il bordo.

Accendi il forno a 180° e cuoci 45 Min. Fai la prova dello stecchino e, se necessario, prolunga la cottura di qualche minuto.

Sforna e lascia freddare il panettone capovolto in sospensione.

Senza Bimby

MIX AROMATICO
• 30 g di miele d’acacia
• 1 bacca di vaniglia
• 1limone non trattato
• 1 arancia non trattata
BIGA
• 375 g di farina forte tipo manitoba
• 185 g di acqua
• 5 g di lievito di birra fresco (o 1.5 g di lievito di birra secco)
PRIMO IMPASTO
• 100 g di zucchero
• 80 g di tuorlo
• 90 g di burro
• 1 gr di sale
SECONDO IMPASTO
• 30 g di farina forte tipo manitoba
• 1 g di lievito di birra fresco (o 0.3 g di lievito di birra secco)
• 2 g di sale
• 10 g di acqua
• 20 g di uova
• 40 g di zucchero
• 40 g di burro
• 10 g di mix aromatico
• 4 gr di cioccolato bianco
• 140 g di arancia e cedro canditi
• 150 g di uvetta sultanina

La ricetta è per un panettone del peso di 1 kg circa.

La preparazione del panettone con il lievito di birra è lunga e prevede diversi tempi di riposo per l’impasto, perciò vi suggeriamo di iniziare la sera verso le ore 17.
Preparate il mix aromatico grattugiando il limone e l’arancia all’interno di una ciotola con il miele. Incidete la bacca di vaniglia nel senso della lunghezza e, con la lama del coltello, prelevate i semi e aggiungeteli al miele. Mescolate tutto molto bene, coprite con la pellicola e mettete in frigo.

Mettete a bagno l’uvetta in acqua calda per mezz’ora, poi sciacquatela bene e ricopritela nuovamente con l’acqua. Lasciatela a bagno per 4 ore. Scolatela, asciugatela strizzandola delicatamente, poi disponetela su una teglia coperta con un paio di canovacci puliti e lasciatela asciugare fino al mattino.

Preparate la biga impastando la farina, il lievito e l’acqua per qualche minuto, ma senza arrivare a un impasto liscio e uniforme, bensì lasciatelo abbastanza grezzo. Formate una palla, incidetela a croce, mettetela in una ciotola, coprite con la pellicola e lasciate riposare in un luogo a temperatura costante e compresa tra 18°C e 20°C per 12 ore.
Mettete in frigorifero la ciotola della planetaria, il gancio e tutti gli ingredienti che serviranno per il primo impasto.

Il mattino seguente la biga sarà cresciuta. Portate gli ingredienti a temperatura ambiente e pesateli.
Scaldate il burro 20 secondi al microonde e portatelo alla consistenza di una crema, non fuso, ma morbido.

Procedete al primo impasto: lavorate la biga nella planetaria con il tuorlo, per almeno 5 minuti a bassa velocità. Il tuorlo deve essere completamente assorbito dalla biga e il composto deve risultare uniforme. Questa fase è molto delicata, procedete con calma senza aumentare la velocità della planetaria per non scaldare l’impasto.

Quando l’impasto sarà omogeneo unite lo zucchero, poco alla volta, lasciando che la dose venga assorbita prima di inserirne ancora. Aggiungete il sale e fate lavorare la planetaria per almeno 15 minuti, in modo che l’impasto diventi resistente. Infine unite il burro a piccole dosi, lasciando che l’impasto lo assorba. In questa fase può essere necessario aumentare la velocità della planetaria, ma prestate attenzione a non scaldare troppo l’impasto.
L’impasto deve risultare tenace e ben incordato attorno al gancio, tendendolo deve formare il caratteristico velo, sottile e resistente, segno che la maglia glutinica è ben formata.
Rovesciate l’impasto sulla spianatoia senza infarinarla e  pirlatelo bene con l’aiuto di un tarocco per più volte.

Ponete l’impasto in un contenitore a bordi alti e segnate con un elastico il livello, per poterne agevolmente valutare la crescita. Coprite con della pellicola e mettete a 28-30°C a lievitare. L’impasto dovrà quadruplicare cioè aumentare di altre 3 volte il suo volume iniziale e serviranno 3-4 ore. Per mantenere la temperatura costante potete mettere l’impasto in forno spento, ma con luce accesa, e verificare con il termometro la temperatura.

Nel frattempo lavate la planetaria e il resto dell’attrezzatura e ponetele in frigo insieme a tutti gli ingredienti del secondo impasto. Controllate che l’uvetta sia asciutta e mettetela in frigo.

A lievitazione avvenuta, sgonfiate l’impasto (togliendo la pellicola e lavorandolo con le mani) e mettetelo in frigorifero per 30 minuti.

Pesate 10 g di mix aromatico, pesate 150 g di uvetta (reidratando l’uvetta, il peso è aumentato, quindi bisogna pesarla nuovamente), portate il burro alla consistenza di crema scaldandolo pochissimo al microonde e mescolando più volte, sbattete l’uovo e pesatene 20 g, grattugiate il cioccolato bianco.

Procedete al secondo impasto. Trasferite nella planetaria l’impasto, la farina, il mix aromatico e il lievito di birra. Fate lavorare a bassa velocità fino a  concordare perfettamente l’impasto, ci vorranno diversi minuti. Aggiungete il sale, poi incorporate l’uovo e lavorate fino ad assorbimento completo. Unite lo zucchero un po’ per volta e unite l’acqua. sempre a piccole dosi. L’impasto deve risultare liscio e omogeneo, solo allora unirete il cioccolato grattugiato e infine il burro a piccole dosi. Aumentate la velocità della planetaria e lavorate l’impasto che deve risultare tenace, lucido e con un velo sottile e resistente. A questo punto unite i canditi e l’uvetta, poco alla volta, e continuate a lavorare l’impasto a bassa velocità, amalgamando anche a mano, se necessario.
Ponete l’impasto finito nel contenitore a bordi diritti, coprite con la pellicola e ponete a 28°C per 40 minuti (sempre in forno spento con luce accesa).

Trascorso questo tempo, rovesciate l’impasto sulla spianatoia, lasciate puntare per 15 minuti, poi pezzate pesando 1100 g di impasto (il peso è superiore rispetto al chilo perché è probabile che parte dell’impasto si perda nelle varie fasi di lavorazione, rimanendo attaccata all’attrezzatura).

Pirlate bene l’impasto e nel modo più stretto possibile, aiutandovi con un tarocco con le mani unte di burro. Lasciate puntare per altri 15 minuti. Pirlate ancora e mettete l’impasto nel pirottino, appoggiatelo su una teglia in modo da poterlo trasportare agevolmente, copritelo con la pellicola e mettetelo a lievitare a 28-30°C per 3-4 ore circa. Quando l’impasto del panettone arriverà a 2 cm dal bordo del pirottino sarà pronto per la cottura.

A lievitazione completata, togliete la pellicola e lasciate il panettone all’aria per 20 minuti in modo che si formi un sottile film in superficie. Scaldate il forno a 160°C mettendo la griglia nel ripiano più basso. Con una lametta o uno spilucchino affilatissimo incidete la superficie con due tagli perpendicolari formando una croce e disponete qualche tocchetto piccolo di burro sui tagli. Infornate in forno statico caldo per 50 minuti circa. Il panettone sarà cotto quando al cuore la temperatura sarà di 94°C che misurerete con un termometro a sonda inserito lateralmente nel panettone dopo 40 cminuti di cottura.

Una volta cotto, sfornate il panettone e infilzatelo a due cm dalla base con i ferri appositi o con due ferri da maglia abbastanza sottili e fatelo raffreddare capovolto per 10 ore. Trascorso questo tempo (ed eliminati i ferri), l’ideale è chiudere bene il panettone in un sacchetto per alimenti e attendere un paio di giorni prima di consumarlo. Il panettone si conserverà per 10-15 giorni se ben chiuso e intatto.

Polenta

  • polenta-792x433350 grammi farina gialla
  • 1 litro e mezzo acqua
  • 1 cucchiaio sale grosso
  • 1 cucchiaio olio di oliva

Preparazione

bollire l’acqua con olio e sale: 12 min 100° vel.1.Dal foro con lame a vel.3 versare la farina e far cuocere ancora a 100° per 1 min finché non si rapprende.

Terminare la cottura per 40 minuti a 90° vel.2 rimestando ogni tanto con la spatola.Finita la cottura, versarla in una pirofila bassa o un largo piatto e riempire d’acqua il boccale per evitare incrostazioni.

Senza Bimby

  • 250 gr di farina di mais di fioretto
  • 1 litro d’acqua
  • un pugnetto di sale grosso

In una pentola (meglio se di rame), mettete a bollire l’acqua salata.

Quando bollirà versate la farina un po’ alla volta, continuando a mescolare con una frusta, una volta che avrete sfarinato, togliete la frusta e cominciate a mescolare con un cucchiaio di legno.

Cucinate per 45 minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto.

La polenta può essere servita direttamente così, oppure grigliata, fritta o pasticciata con funghi, ragù e formaggi.

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RACCOLTA DI PRIMI PIATTI INVERNALI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

Ecco  voi una raccolta di primi piatti invernali da realizzare con il Bimby e metodo tradizionale.

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RACCOLTA DI RICETTE DI PIATTI INVERNALI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

CUCINARE I LEGUMI E CEREALI CON IL BIMBY

RACCOLTA DI RICETTE CON ORZOTTO BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI LEGUMI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI ZUPPE, VELLUTATE CON IL BIMBY E METODO TRAZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI PASTA CON LEGUMI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI CANERDERLI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI PASTA AL FORNO CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

TANTE RICETTE LASAGNE CON IL BIMBY E SENZA..

RACCOLTA DI RICETTE DI PASTA RISOTTATA BIMBY

RACCOLTE DI RICETTE PRIMI PIATTI AL VAROMA

 

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RICETTE PER NATALE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

Ecco a voi una raccolta di ricette per Natale da realizzare con il bimby e metodo tradizionale.

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RACCOLTA DI ANTIPASTI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE PER NATALE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI ARROSTI E ARISTA CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE DI SALSE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI PANETTONI E PANDORO CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

CESTA DI NATALE REALIZZATA CON IL BIMBY E SENZA…

RACCOLTE DI RICETTE PRIMI PIATTI AL VAROMA

RACCOLTA DI RICETTE DI PRIMI PIATTI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

SECONDI DI CARNE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

TANTE RICETTE DI TORRONE CON IL BIMBY

RACCOLTA DI RICETTE DI PASTIERA CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

Come rimuovere i segni della lavastoviglie sui bicchieri

I segni della lavastoviglie sono una delle cose più fastidiose di questo comodissimo e funzionale elettrodomestico.

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Non lavare piatti, bicchieri e stoviglie a mano è una bella comodità, ma i segni della lavastoviglie sono molto fastidiosi. Alcuni materiali, come il vetro e l’acciaio, possono infatti rimanere macchiati se lavati con questo elettrodomestico. Si tratta di antiestetiche macchie bianche, depositi di calcare che però possiamo eliminare. Ci sono sia dei metodi per eliminare queste macchie, che per prevenirle. Vediamoli nel dettaglio.

COME ELIMINARE I SEGNI DELLA LAVASTOVIGLIE

Come dicevamo, pentole in acciaio e bicchieri sono i più colpiti dai segni della lavastoviglie. Ovviamente, né le une né gli altri vanno trattati con metodi aggressivi come retine e spugne che potrebbero graffiare la superficie. Bisognerà invece utilizzare prodotti specifici o rimedi naturali. Nel primo caso, possiamo servirci di un anticalcare gel o spruzzo da passare con una spugnetta e poi risciacquare. Se non dovesse essere sufficiente o se vogliamo usare rimedi naturali, abbiamo invece altre alternative.

ALTERNATIVE NATURALI PER ELIMINARE I SEGNI DELLA LAVASTOVIGLIE

Immergiamo i  bicchieri macchiati in aceto e acqua saponata. L’aceto è acido e quindi ottimo per abbattere il calcare. Basterà mescolare una soluzione di acqua saponata tiepida e aggiungere due tazze di aceto distillato bianco. Dopo 15-30 minuti di ammollo in questa soluzione, strofiniamoli con un panno morbido o una spugna e risciacquiamo. Un altro valido metodo è preparare una pasta di bicarbonato di sodio e aceto bianco. Spalmiamo questa pasta sulle striature bianche e lasciamo riposare per 10-15 minuti per sciogliere il calcare. Quindi puliamo o strofiniamo via con una spugna o un panno e risciacquiamo. Anche strofinare con un vecchio spazzolino da denti un semplice dentifricio bianco sulle macchie darà buoni risultati. O, ancora, inumidire vecchi giornali con acqua o una soluzione di aceto, e strofinare sui segni di calcare.

COME PREVENIRE LE MACCHIE DI CALCARE

Prevenire è meglio che curare, si sa, anche in fatto di pulizia. Ecco perché la lavastoviglie andrebbe tenuta pulita e curata regolarmente. Ad esempio, si dovrebbe sempre controllare la quantità di sale. Sarebbe poi opportuno, almeno una volta al mese, fare un ciclo a vuoto con aceto o un anticalcare specifico.

CONSIGLI E METODI PER CUCINARE LE CASTAGNE

L’autunno è arrivato e con lui tantissime prelibatezze da preparare ed assaggiare, cercando di vivere la stagione al meglio.

Vediamo insieme tutti i metodi di come cucinare le castagne , per ottenere un piatto ottimo fatto in casa in padella, forno o dentro il camino caldo.

Come cucinare le castagne: proprietà e benefici Molteplici le proprietà delle castagne, una volta considerate il “pane per i poveri” e oggi prelibatezza Made in Italy non solo per la bellezza della pianta ma anche per i suoi benefici, non sempre riconosciuti.

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Il valore nutrizionale della castagna è pari a quello del pane di farina integrale , ricco di: Sali minerali come fosforo e potassio Vitamina B2 e PP , fondamentale per i tessuti e le ossa Fibre Acido folico Da assumere durante il periodo della gravidanza , al fine di preservare il feto da malformazioni e donare i componenti di cui necessita: ideale anche per la futura mamma e per chi soffre di pressione bassa, riequilibrando i valori e donando la giusta energia.  Sulla tavola dovrebbero essere presenti almeno 3 volte alla settimana, sotto forme differenti e per un apporto proteico avanzato (oltre che per il loro gusto ottimo).

Nonostante questo, la castagna è anche da considerare un alimento altamente calorico e  – i professionisti del settore – consigliano di non superare le dosi consentite.

Da evidenziare che le foglie e la corteccia di castagno rappresentano un vero elisir per combattere tosse e raffreddore, decongestionando e disinfettando le vie respiratorie grazie a tisane e infusi.

Come cucinare le castagne: cosa fare prima Prima di imparare come cucinare le castagne è importante svolgere un’azione non proprio semplice, ovvero la sbucciatura. Sbucciare le castagne, nell’antichità, era compito dei contadini che avvolgevano una ricca quantità all’interno di un panno pulito bagnato e lasciate in posa per diverse ore prima della cottura; oggi è possibile velocizzare l’operazione facendole cuocere al microonde per pochissimi minuti, facilitando così la rimozione di buccia e patina “pelosa” protettiva. E’ importante che, qualsiasi sia il metodo cottura castagne scelto, venga effettuata la castrazione eseguendo l’incisione di circa 2 cm,  sulla parte più sporgente della buccia in linea orizzontale. Come cucinare le castagne: metodi di cottura I modi per cuocere le castagne sono molteplici e per ognuno di esse è necessario seguire un certo lavoro per ottenere un risultato finale buono e perfetto, decidendo successivamente se mangiarle al naturale o utilizzarle per torte, marmellate, dolci o farine.

Cucinare le caldarroste in casa

La cottura delle castagne richiede molta pazienza, soprattutto in grandi quantità e senza l’aiuto di utensili appositi, che facilitano tutto il lavoro. Per chi possiede un camino o braciere, la preparazione castagne è molto facilitata grazie ad un tegame forato che entra in contatto direttamente con il fuoco: ma andiamo nel dettaglio. Prima di tutto è necessario acquistare la padella per la cottura castagne completamente bucherellata, cercando di mescolarle spesso al fine che ci sia una uniformità e non una bruciatura (se non si mescolano, una parte viene cotta e bruciata, mentre l’altra resta cruda), per un tempo massimo di 30 minuti circa a fiamma viva. La stessa procedura può essere effettuata all’interno del camino, restringendo i tempi di cottura a 15 minuti – sempre mescolando e sempre con fiamma viva. Se non si desidera utilizzare la padella, per ottenere il gusto della caldarrosta acquistata per strada ci si può avvalere ad un grill apposito, formato da un fornello per preparare le castagne in poco tempo e senza sporcare – da utilizzare anche per la cottura di carne e/o verdure. Le castagne possono essere cotte anche in forno , distribuendole su una teglia e scuotendole spesso, così da uniformare la cottura con un tempo massimo di 25 minuti a 180°/200°C a seconda delle prestazioni del forno.  Un altro metodo molto usuale sono le castagne bollite , semplice e veloce da ottenere: Lavare e pulire le castagne, togliendo la buccia Riporle all’interno di una pentola e versare l’acqua, superando il loro livello Lasciare la pentola sul fuoco sino ad ultimazione, controllando la cottura con l’ausilio di una forchetta. Il tempo di posa richiesto è di circa mezz’ora.

RACCOLTA DI RICETTE CON LA CASTAGNA CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

fonte:farlofacile.com

QUOTIDIANAMENTE RICETTE BIMBY

ecco a voi ricette da utilizzare quotidianamente per il vostro Bimby!

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RACCOLTA DI BISCOTTI DA REGALARE A NATALE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE CON IL COUS COUS CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

COLLETION BIMBY ” ASIA RICETTE D’ORIENTE”

COLLECTION BIMBY “MUFFIN DOLCI E SALATI”

COLLECTION BIMBY TORTE DI CASA- E METODO TRADIZIONALE

COLLECTION MERENDA CON GLI AMICI BIMBY

SECONDI DI CARNE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RACCOLTA DI RICETTE CON PORRO CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

CIOCCOLATO DOLCE PASSIONE – COLLECTION BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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RACCOLTA DI RICETTE CON POMODORI CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

RICETTE BIMBY VELOCI

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COLLECTION CREPES DOLCI E SALTI BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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TUTTO PIZZAIOLA CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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TUTTO MAIONESE CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

COLLECTION DOLCI BICCHIERINI CON IL BIMBY

BUFFET SALATO CON IL BIMBY E METODO TRADIZIONALE

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RICETTE BIMBY VELOCI

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RICETTE PANNA COTTA CON IL BIMBY E IL METODO TRADIZIONALE!

La dieta del brodo di carne: il piano alimentare di 21 giorni con cibi antinfiammatori che fa impazzire New York

La buona reputazione c’è l’ha da tempo: il brodo di carne è da sempre uno dei cibi curativi più antichi e nutrienti. C’è chi semplicemente crede sia in grado di fare miracoli. Intanto l’abbondanza di nutrienti lo rende fonte di tantissimi benefici per a salute.

Kellyann Petrucci è una naturopata e nutrizionista amata dalle star come Gwyneth Paltrow e Kobe Bryant. Sua è la dieta del brodo in Italia da Newton Compton Editori. Un piano alimentare di ventuno giorni, facile da mettere in pratica, che si adatta anche alla vita più frenetica. Sono previsti due giorni di mini digiuno incentrato sul brodo di carne, che fornisce un’alimentazione ricca e nutriente e calma la fame mentre si bruciano i grassi senza sforzo, riduce le infiammazioni e promette di farvi splendere, come nuovi. Negli altri cinque giorni della settimana invece cibi che hanno un basso impatto sui livelli di zuccheri nel sangue. Alimenti che aiutano a bilanciare gli ormoni, donare una pelle luminosa, eliminare le tossine, riportare in salute l’intestino, ridurre le infiammazioni e mettere fine a quell’eccesso di peso che resisteva a tutto.

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L’autrice, di origini italiane, ha scoperto il brodo di carne in un locale dell’East Village. A New York pare che sia una vera e propria ossessione. “Il brodo di carne non è solo un brodo – dice – è guarigione concentrata. Quando combinerete il potere dei mini digiuni al brodo di carne con una dieta principale di cibi bruciagrassi, perderete chili uno dopo l’altro”. Bastano tre settimane per vedere i primi risultati. Attenzione solo al periodo critico, all'”influenza da carboidrati”, che si presenterà più o meno dopo una settimana con i sintomi dell’influenza classica. È un processo che Petrucci ritiene indispensabile per abituare il corpo al nuovo stile alimentare, ma che annuncia la svolta. Basterà avere pazienza per tre, quattro giorni al massimo. Nel frattempo ecco come funziona la dieta del brodo.

  1. Lo schema giornaliero

Il programma alimentare prevede 5 giorni di alimentazione con cibi antinfiammatori e due giorni di mini digiuno a base di brodo. Nei cinque giorni, lo schema si ripete: a colazione, una porzione di proteine, una di grassi e una di frutta; sia a pranzo che a cena una porzione di proteine, due porzioni di verdure e una porzione di grassi. Nei giorni di solo brodo, se ne possono bere fino a 5 tazze ed eventualmente aggiungere uno spuntino ovvero una cena leggera alle 19.

2. Come funzionano i giorni di mini digiuno

Potete scegliere i giorni che preferite per i mini digiuni e non è necessario che siano gli stessi ogni settimana. L’importante è che siano separati da almeno uno o due giorni di alimentazione normale. Per esempio, provate a fare un minimo digiuno lunedì e l’altro giovedì. Nei giorni di mini digiuno si possono bere fino a sei tazze di brodo nel corso della giornata. Sono circa trecento o al massimo cinquecento calorie al giorno. Oppure potete bere brodo fino alle sette di sera e poi fare uno spuntino leggero o bere un frullato.

  1. Gli spuntini dei giorni di mini digiuno

Ciascun spuntino contiene una dose di proteine, una di verdure e una di grassi. Ecco qualche esempio: 80-100 gr di salmone affumicato, pomodori, lattuga e un cucchiaino di olio d’oliva. Oppure 80-100 grammi di petto di pollo cotto e broccoli a vapore con un cucchiaino di olio d’oliva. Due uova strapazzate con spinaci saltati in padella.

  1. Cosa evitare gli altri giorni

Per 21 giorni vanno eliminati i cereali: no a biscotti, cereali per la colazione, cracker, patatine, pasta e riso. No a grassi raffinati e lavorati; no a dolcificanti artificiale e a tutti i tipi di zucchero, sciroppi d’acero, marmellate e miele. No alla soia. No a prodotti caseari: dal formaggio allo yogurt. No a carni lavorate, cibi in scatola e sughi pronti. No alle patate e ai legumi. Cosa resta?

5. I cibi che affiancano il mini digiuno

Per 21 giorni si possono mangiare verdure, spezie, frutta, carne e pesce fresco o in scatola. Grassi sani come l’olio d’oliva, l’avocado, latte e olio di cocco, il ghee o burro chiarificato, frutta secca e olive. Sì agli alimenti fermentati come il Kefir di cocco, il kimchi e i sottaceti. Si possono usare le farine di mandorle e di cocco.

 

 

Rimedi Casalinghi per rimuovere gli aloni di sudore senza usare la candeggina

La candeggina è efficace, ma ha anche un odore molto acre che disturba molte persone, e poi alla lunga rovina i tessuti. Ma sei sicura di non avere alternativa?

Noi oggi te ne diamo ben due, la prima delle quali è sicuramente presente nella tua dispensa! Si tratta dell’aceto di vino bianco.

L’aceto di vino bianco è un prodotto antichissimo, usato già 2500 anni fa: si ottiene dall’ossidazione dell’alcool in acido acetico, che costituisce il 5% del prodotto finito.

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L’aceto di vino bianco ha un elevato potere disinfettante e per questo viene usato per tanti lavori domestici: è utile anche per rendere più bianco il bucato. Usarlo è molto semplice

Puoi agire in due modi: o semplicemente metti un bicchiere di aceto dentro il detersivo liquido che usi per lavare i panni, oppure lo versi in purezza sulle zone di tessuto ingiallite.

Vedrai che torneranno bianchissime, inoltre l’odore dell’aceto sparisce dopo un lavaggio e i tessuti restano protetti.

La seconda possibilità che hai non si trova in cucina, ma nell’armadietto dei medicinali, ed è l’aspirina.

Non ci credi? Fai sciogliere 5 compresse di aspirina in 4 litri di acqua e mettici in ammollo il tuo bucato da sbiancare per una notte intera. Il giorno dopo procedi con il lavaggio normale: alla ne non crederai ai tuoi occhi!

L’aspirina ha un elevato effetto sbiancante per via dell’elevata presenza nella sua composizione dell’acido silicico, che penetra tra i tessuti e rimuove lo sporco in profondità. Provare per credere!

Oro liquido: l’alimento che elimina la stanchezza, le infezioni, il raffreddore e il colesterolo

Hai mai sentito parlare della pappa reale? E’ una sostanza prodotta dalle api, che aumenta vitalità e immunità, e ha grandi proprietà antivirali e antidepressive. E’ un alimento che offre grandi benefici per la nostra salute, ma non è tanto conosciuto quanto merita. Di seguito i principali benefici della pappa reale.

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Aumenta l’energia e l’attività mentale, dà energia sopratutto nei momenti di debolezza fisica, in periodi di convalescenza e recupero da operazioni chirurgiche e può essere usata in caso di malnutrizione e depressione.

Il suo consumo migliora la resistenza fisica e il benessere del nostro corpo riducendo, ad esempio, i crampi.

La pappa reale rinforza il sistema immunitario, aiuta a combattere le infezioni e contiene amminoacidi, enzimi e vitamine con grandiose proprietà antivirali e antibatteriche.

Ha anche eccellenti proprietà antiossidanti e capaci di abbassare i livelli di colesterolo. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature ha associato alla proprietà anche proprietà anti-tumorali.

Infuso per avere un ventre piatto!!

Molte persone cercano diete restrittive ed allenamenti impossibili col fine di ottenere un ventre piatto. Ma non bisogna abusare: la maggior parte delle diete hanno risultati controproducenti, e l’attività fisica in eccesso pure.

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L’ideale è adottare una dieta equilibrata, senza eccessi, camminare con regolarità, e consumare alimenti e infusi che possano ottimizzare la perdita di peso. E’ il caso dell’infuso che ti presento , qui di seguito.

 

La salvia è un’ottima pianta, ricca di proprietà medicinali. Oltre a favorire la cicatrizzazione delle ferite, riduce il gas nello stomaco ed allevia il dolore provocato dalla gastrite. In questo caso ci interessano proprio le proprietà digestive, depurative e diuretiche della salvia.

Per preparare questo infuso hai bisogno di:

  • 1 litro d’acqua
  • 5 foglie di alloro
  • 1 rametto di cannella
  • 1 pugno di foglie di salvia

Procedimento:

Fai bollire l’acqua in una pentola, poi aggiungi le foglie di alloro, la cannella e di salvia. Copri la pentola e fai bollire per 15 minuti.

Fai raffreddare per 5 minuti prima di filtrare e servire.

Bevi questo infuso 3 volte al giorno, prima dei pasti principali. Puoi berlo anche freddo.

Una semplice bevanda per sciogliere il grasso addominale

Se c’è una cosa davvero fastidiosa è l’accumulo di grasso sull’addome, quei terribili “rotolini” sulla pancia, che non solo appesantiscono la figura ma indossando qualunque capo sono difficili da mimetizzare. A volte questo gonfiore a livello addominale non è solo dovuto ad una questione di sovrappeso, ma è dovuto anche alla ritenzione dei liquidi.

In aiuto ad un’alimentazione sana, per ridurre il grasso addominale e recuperare la forma fisica, possiamo preparare un’ottima bevanda depurativa, interamente realizzata con ingredienti naturali: limone, zenzero, cetriolo e prezzemolo. Questi ingredienti favoriscono il processo digestivo e la formazione di aria, velocizzando il metabolismo. Ovviamente non è una pozione miracolosa, ma come accennato in precedenza, se abbinata ad uno stile alimentare corretto e ad un sano esercizio fisico, è un ottimo aiuto per un ventre piatto e tonico.

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INGREDIENTI:

1 – 1/3 di tazza di acqua oligominerale

2 –  il succo di ½ limone

3 –  1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato

4 –  un po’ di prezzemolo (qualche foglia)

5 – mezzo cetriolo

PREPARAZIONE

Inseriamo tutti ingredienti in un estrattore o centrifuga e una volta ottenuto il succo diluitelo con l’acqua. La vostra bevanda è pronta.