Vuoi sapete Cosa Significa Il Codice Scritto Sulle Uova Che andate Comperate? E’ Fondamentale saperlo!

Dopo lo scandalo alimentare tedesco delle uova alla diossina, è stato ribadito da varie associazioni di consumatori di fare particolare attenzione alla provenienza e alla qualità dei prodotti.

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Per fortuna l’etichetta delle uova è forse la più completa che esista. Esse hanno infatti sul proprio guscio un codice stampato che costituisce una vera e propria carta di identità per la completa tracciabilità del prodotto e per essere informati sulla filiera produttiva.

La prima cifra nell’etichettatura del guscio è relativa al tipo di allevamento da cui provengono le uova: 0 corrisponde all’allevamento biologico, 1 quello all’aperto, 2 a terra, 3 in batteria.

Lo 0 del biologico è il voto più alto e indica sia l’alimentazione della gallina (mangimi biologici) che lo spazio (terreno naturale) che essa ha a disposizione per razzolare.

Le galline allevate “all’aperto” (1) possono muoversi per alcune ore al giorno in un ambiente esterno controllato e le uova vengono deposte sul terreno o nei nidi.

Quelle allevate “a terra” (2) vivono in capannoni con pavimento di cemento ricoperto da pula di riso e in un sovraffollamento da nove galline a metro quadro, illuminate con luce artificiale e non vedranno mai il sole.

Lo zero o l’uno sono da preferire. Purtroppo la maggior parte delle uova ( 86%) destinate al consumo diretto, provengono da un allevamento di tipo 3, cioè in gabbia.

Segue nel codice la sigla del paese di origine (IT per Italia). Poi ci sono le cifre che individuano il comune, la sigla della provincia e il numero attribuito dall’Asl all’azienda agricola.

La normativa è valida solo per la Comunità Europea, se la provenienza delle uova è di paesi terzi, la dicitura sugli imballaggi è “sistema di allevamento indeterminato”. Questo non deve preoccupare il consumatore italiano, poiché siamo esportatori di uova, quindi quelle comprate in Italia, salvo possibili rarissime eccezioni sono prodotte nel nostro paese.

Al codice identificativo si aggiunge la data di scadenza. I termini minimi di conservazione sono 28 giorni. La data di deposizione è facoltativa e diventa obbligatoria solo per la categoria A extra (uova freschissime) che possono essere commercializzate entro un massimo di 9 giorni.

Tutte le uova fresche (categoria A) devono avere le seguenti caratteristiche:
– guscio e cuticola: normali, puliti, intatti;
– camera d’aria: altezza non superiore a 6 mm, immobile; tuttavia, per le uova commercializzate la dicitura «extra», l’altezza non deve superare i 4 mm;
– albume: chiaro, limpido, di consistenza gelatinosa, esente da corpi estranei di qualsiasi natura;
– tuorlo: visibile alla speratura soltanto come ombratura, senza contorno apparente, che non si allontani sensibilmente dal centro dell’uovo in caso di rotazione di questo, esente da corpi estranei di qualsiasi natura;
– germe: sviluppo impercettibile;
– odore: assenza di odori estranei.

FONTE:http://scienzaesalute.blogosfere.it

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